Orwell e il partito del rancore

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Non sarà stato il primo, ma sicuramente è stato tempestivo e originale il lettore, si firma Giuseppe da Roma, che ha inviato alla rubrica delle lettere dell’Unità un messaggio che, più o meno, suona così: andatevi a leggere il libro di George Orwell e scoprirete che il ministero addetto alla rieducazione forzata degli animali riottosi portava già allora il significativo nome “di ministero dell’amore"…

Come avrebbe detto Renzo Arbore: meditate gente, meditate gente e nel frattempo andiamoci a rileggere il libro dello scrittore inglese, quelle pagine erano una spietata critica delle degenerazioni dei regimi comunisti e della rivoluzione bolscevica, ma potranno rivelarsi di grande interesse anche per tutti noi.

Alle nostre lettrici e lettori chiediamo, infine, di segnalarci altre perle e altre citazioni, perché nei diversi secoli e sotto diversi cieli e regimi si sono sempre sprecati i riferimenti all’amore, all’armonia, alla bontà; generalmente, salvo poche eccezioni, le citazioni e le invocazioni sono sempre state funzionali alla copertura di nefandezze e alla diffusione dell’odio e del rancore contro i propri oppositori.

In realtà, in tutte le lingue e in tutti i continenti chi invoca il partito dell’amore è quasi sempre un fiero sostenitore del partito del rancore e del disprezzo di ogni diversità.

Giuseppe Giulietti

(7 gennaio 2010)

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