Partito dell’Amore

MicroMega

Chissà, chissà che i dubbi su internet
sul fatto che il duomino di Tartaglia
sia stato un ben organizzato set
per aumentare i sùoi fan in gramaglia

a causa dell’ignobile fendente
non siano poi così lontan dal vero.
Pure il fatto che ai flash rapidamente
abbia offerto di nuovo il volto fiero

inondato da sangue che non cola
e lascia la camicia immacolata
potrebbe essere stato una mariuola
mossa furbescamente architettata

per far salire il proprio gradimento
alla vista del volto insanguinato
per il colpo sferrato a tradimento.
Quel fotogramma poi verrà sfruttato

per il suo marketing elettorale:
“Alla campagna d’odio Berlusconi
risponde con l’Amore, è naturale!”,
novello Cristo in croce fra i ladroni.

Già è successo al Comune di Basiglio,
dove Milano Tre creò il caimano,
di usar il presidente del Consiglio
su un manifesto stil San Sebastiano.

Chissà se la campagna dell’Amore
è la stessa che ad Arcore ha portato
la bionda Michaela Biancofiore
a festeggiar col presidente amato

il proprio compleanno. La sua torta
portava con magnifico risalto,
oltre a panna e a dolcezze di ogni sorta,
Berlusconi con dito medio in alto,

come avvenne a Bolzano in un comizio,
quale segno d’amor per gli avversari.
Questo slancio di amore natalizio,
che al suon si è aggiunto degli zampognari

non convince nessuno in verità,
sapendo ciò che ama Berlusconi:
la gente che gli dice sempre ja,
cavilli, marchingegni e prescrizioni

per vivere lontano dai processi,
lodi per diventare un tipo ammodo,
monopoli, conflitti d’interessi,
capitali che arrivano di frodo,

corruzione negli atti giudiziari,
delegittimazion dei magistrati,
l’intensa produzione di precari,
chi perseguita i poveri immigrati,

Littorio Feltri, Vespa, Fininvest,
chi fa le ronde e ce l’ha coi gay,
i padani leghisti del Nordest,
l’andare a troie ed al Family day:,

Ciarrapico, Alessandra Mussolini
con i loro nostagici fascisti,
Benedetto col cardinal Ruini,
D’Alema, incarnazion degli inciucisti,

i teocon, gli stallieri se mafiosi,
fare promesse solo se fasulle,
i fine vita molto dolorosi,
i cronisti asserviti, le betulle,

il grande amico Putin Vladimiro,
i trucchi per evadere le tasse,
del ponte eccezional la presa in giro,
ogni sistema per fregar le masse.

Potrebbe, ahimé, durare all’infinito
la lista degli amor del Cavaliere,
ma dall’elenco si è di già capito
che l’amor suo è cosa da temere.

“Per favor, non le passi per la mente
d’amar noi, ne saremmo disperati.
Noi preferiamo, caro Presidente,
da gente come Lei essere odiati!”

(6 gennaio 2010)

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