Pecorara, il sindaco Pdl cancella Piazza 25 aprile

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A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica. Chiudere gli occhi è irresponsabile. L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento.

Questa lettera aperta ci è stata spedita dalle associazioni dei partigiani e ci racconta una incredibile vicenda, per l’ennesima volta, anche attraverso la toponomastica, si cerca di cancellare la memoria collettiva, di spiantare i valori dell’antifascismo, dai quali trasse alimento la Carta costituzionale.

Il vergognoso episodio si sta consumando a Pecorara, un comune dell’Appennino piacentino, dove il sindaco Franco Alberini, Pdl ovviamente, ha deciso di cambiare il nome della Piazza 25 aprile per intitolarla al cardinale Jacopo da Piacenza, vissuto qualche secolo fa.

“Gesto oltraggioso?”, per carità, ha fatto sapere il sindaco, aveva solo bisogno della piazza per onorare un illustre concittadino, e poi stiamo parlando di fatti vecchi, non più attuali, naturalmente non si riferiva alle gesta di Jacopo, ma a quelle dei partigiani.

Episodio isolato? Niente affatto, ormai si è scatenata una campagna che punta a riscrivere cronaca e storia utilizzando anche i nomi delle strade, delle piazze, degli edifici pubblici.

Le polemiche sulla piazza da dedicare a Craxi sono largamente riportate da questo sito, ma nelle stesse ore ad Alessandria destra e leghisti hanno deciso di intitolare una strada a Giorgio Almirante, segretario del partito neofascista, componente del governo di Salò, condannato dai tribunali della Repubblica.

Nel bergamasco, invece, un altro sindaco in camicia verde ha deciso di levare il nome di Peppino Impastatato, ammazzato dalla mafia, dalla biblioteca comunale.

E’ ancora non si è spento il ricordo del tentativo portato avanti dal sindaco di Comiso di levare il nome di Pio La Torre e Rosario di Salvo dall’aeroporto di quella località.

Nel caso di Pecorara si è colpito un nome e una data simbolo della nuova Italia, della ricostruzione, della liberazione dagli oppressori. Evidentemente si tratta di valori che non sempre piacciono ad una destra che sta letteralmente perdendo qualsiasi freno inibitorio.

Sarà infine il caso di ricordare che il sindaco Franco Alberini non è proprio un passante, dal momento che vanta ottimi e pubblici rapporti con Bossi e Tremonti, che ogni anno si ritrovano a Pecorara per la festa della zucca.

Lo avranno chiamato per invitarlo a darsi una regolata? Il ministro degli interni vorrà ricordargli che la Costituzione non ancora stata abrogata? Il prefetto di Piacenza avrà già trovato il modo di far sentire la sua voce o teme che possa essere rimosso come è accaduto al suo collega di Venezia quando si è permesso di contrastare razzismo e xenofobia?

Guai a lasciar cadere nel vuoto gli appelli che sono arrivati dalle associazioni dei partigiani e da tanti cittadini della zona, per queste ragioni, insieme a Federico Orlando presidente di Articolo21, abbiamo deciso di invitare una loro delegazione alla assemblea nazionale della associazione che si svolgerà ad Acquasparta, Terni, dal 22 gennaio pomeriggio al 24, domenica.

Con loro e con tante altri movimenti e comitati per la Costituzione tenteremo di programmare 365 giorni di iniziative dedicate alla libertà, alla solidarietà, alla legalità.

Tra le date non potrà certo mancare il 25 aprile che, quest’anno, dovrà essere ricordato come la data di nascita della democrazia repubblicana.

L’appennino piacentino e il comune di Pecorara potrebbero diventare uno dei luoghi simbolo della prossima festa della Liberazione, allora fu liberazione dall’oppressore, ora bisogna reagire e cominciare a liberarsi da un revisionismo che rischia di colpire e di affondare la Costituzione medesima, con tutto quello che ne conseguirà.

Giuseppe Giulietti

(19 gennaio 2010)

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