Pellizzetti: perchè le risposte di Burlando non convincono
Pubblichiamo le risposte del presidente della regione Liguria Claudio Burlando alle nove domande rivoltegli da Pierfranco Pellizzetti e la controreplica di Pellizzetti.
Le mie risposte sulla Liguria di oggi
di Claudio Burlando, Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio
Rispondo alle di Pierfranco Pellizzetti, che anch’io non ho il piacere di conoscere, e che spero sia pronto a ricredersi sul mio conto e che sia disposto a riconoscerlo.
1) Non è vero naturalmente che sto pagando la campagna elettorale con fondi regionali. E’ un’affermazione molto grave e falsa. La Giunta regionale ha definito una propria campagna istituzionale di informazione e di ascolto della cittadinanza soltanto negli ultimi due anni della legislatura, quando è parso opportuno illustrare i risultati di una difficile opera di risanamento dei conti pubblici dissestati dal deficit sanitario ereditato. Tutte le spese sono documentate e l’acquisto di spazi sui media locali è stato misurato sulla diffusione registrata dagli appositi istituti. Questa campagna si è chiusa con la fine del 2009 da un punto di vista contrattuale: non abbiamo ritenuto corretto stipulare alcun contratto con i media nel 2010, anno elettorale. (Per la precisione sono stati investiti 1.400.199 euro nel 2008 e 1.681.657 euro nel 2009, in linea – e semmai al ribasso – con quanto speso dalla precedente amministrazione di centrodestra)
2) Mi sembra molto grave anche affermare che l’orientamento dei media locali possa essere influenzato dall’acquisto di spazi istituzionali che comunque ritengo siano una porzione assai relativa nei bilanci commerciali di questi media. Ho un grande rispetto degli editori e della professionalità di chidirigeimedialiguriedeigiornalisti che ci lavorano. Ancora più grave è ipotizzare discriminazioni a carico di qualcuno. Ma a questa domanda dovrebbero rispondere i soggetti ai quali lei allude.
3) Sulla vicenda del “contromano” ho già risposto ampiamente in più occasioni. Ero lì per lavoro – un sopralluogo relativo al progetto Erzelli – ho commesso un errore di guida per il quale ho ampiamente e giustamente pagato secondo la legge. Se qualcuno sostiene cose diverse dovrebbe farlo in modo circostanziato e assumersene la responsabilità in ogni sede. Il resto sono solo false insinuazioni. Per quanto riguarda le aree di Cornigliano – come credo Pellizzetti sappia bene – sono state concesse temporaneamente in affitto a Spinelli dalla Società per Cornigliano quando era presieduta dal sindaco di Genova Pericu al fine di liberare dai container l’area degli Erzelli, dove sta sorgendo un parco scientifico e tecnologico che darà lavoro a migliaia di tecnici e ricercatori. Confesso che la regione Liguria ha collaborato a questo progetto, in particolare garantendo il finanziamento del trasferimento qui dalla Facoltà di Ingegneria. E’ una scelta di cui vado fiero.
4) Anche sulla vicenda Poulides ho chiarito più volte che il Burlando di cui si parla non sono io. Forse Pellizzetti non si è accorto che il mio è un cognome piuttosto diffuso in Liguria. Il resto sono pure illazioni.
5) Invito il direttore del Fatto a visitare l’Istituto italiano di tecnologia (Iit) il cui insediamento la regione Liguria ha effettivamente agevolato con un contributo di 11,5 milioni di euro per la sistemazione in un edificio che era inutilizzato. E’un’altra scelta di cui vado fiero. Oggi ci lavorano circa 400 giovani ricercatori che vengono da tutto il mondo, e si vedono già, al contrario di quanto dice Pellizzetti, i primi risultati in termini di brevetti e nuovi prodotti scientifici e tecnologici. Quanto all’ex direttore dell’agenzia regionale per la ricerca, mi è dispiaciuta molto la sua scelta ma l’ho rispettata. Con l’Iit non vedo però alcun nesso.
6) Il “partito dei due Claudio” è una pura invenzione. Ho avuto un rapporto di collaborazione istituzionale con Scajola, quando era ministro dell’Industria del precedente governo Berlusconi, per la conclusione dell’accordo sull’Ilva di Cornigliano. Anche in questo caso sono fiero di aver contribuito alla soluzione di un problema che si trascinava da decenni. Oggi l’Ilva non inquina più e sulle aree ex siderurgiche si realizzano nuove attività culturali, una nuova strada che permetterà la riqualificazione del quartiere e tante altre cose: il direttore del Fatto – o un suo collaboratore – se venisse a visitare l’Iit, potrebbe dare un’occhiata anche a questa riconversione decisiva per Genova. Per il resto con Scajola c’è sempre stata competizione tra avversari, nella dovuta correttezza politica e soprattutto istituzionale.
7) Non credo sinceramente che il cardinale Bagnasco sia un uomo disposto a farsi “arruolare” da me, né io ho mai pensato di “arruolarlo”. Per il resto credo che un’istituzione come la regione Liguria possa e debba collaborare con le iniziative che la Chiesa e le parrocchie sul territorio sviluppano a vantaggio dei giovani e dei più poveri, e ciò nella più completa trasparenza. E’ per il riconoscimento del ruolo che la Chiesa ha nel campo della lotta alla povertà che ho chiesto al cardinale Bagnasco la disponibilità a indicare un suo rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione Carige, dando anche una certa dimostrazione di disinteresse per quella che lei, Pellizzetti, sicuramente definirebbe “occupazione di posizioni di potere”.
8) Il risanamento dei conti della sanità, avvenuto dal 2007, è stato certificato dai tecnici del ministero, e i liguri in questi ultimi anni hanno visto nelle loro buste paga sparire gradualmente le addizionali Ire che eravamo stati costretti a imporre (ciò vale per i redditi sino a 30 mila euro, l’85% dei contribuenti). I servizi sanitari territoriali sono cresciuti mentre sono finanziati e in via di progettazione e appalto nuovi ospedali al Galliera di Genova e a La Spezia. Le “devastazioni” al S. Martino e le “villette” al posto del S. Carona sono altre pure fantasie che sfido Pellizzetti a dimostrare con qualche pezza di appoggio.
9) Non entro nel merito dei giudizi politici di Pellizzetti sulla sinistra ligure e sulla mia “leadership”, nonostante siano simili a puri insulti e pieni di insinuazioni ancora una volta gravi e indimostrate. Confermo che non rinnego la lezione di rigore morale e di stile umano che ho appreso da Enrico Berlinguer. Sono valori che ritengo pienamente coerenti con il progetto del Partito democratico, in cui sono stato tra i primi a credere. Un partito che deve guardare al futuro del paese ma che non scorda la lezione di uomini come Berlinguer e come Aldo Moro. I dati che il Pd ha fornito sulle primarie sono assolutamente veri. Infine: ho sempre letto con attenzione i suoi commenti. La convinzione che ne scaturiva è che io non avessi nessuna possibilità di competere e che fosse ormai giunto il momento di un mio “tramonto”. Forse, non so perché, è una sua aspirazione? Invece, a partire dai risultati di questi anni di governo della Liguria, il Pd ha deciso di ricandidarmi. A sostegno della mia candidatura si sta formando una coalizione molto ampia. Come ho sempre fatto mi sottoporrò al giudizio degli elettori: sa
rà giusto per tutti prenderne atto.
Claudio Burlando, presidente della regione Liguria
Burlando che non convince
di Pierfranco Pellizzetti, Il Fatto Quotidiano, 2 febbraio
Egregio governatore della Liguria, non ho alcuna difficoltà ad ammettere di aver apprezzato la prontezza con cui ha risposto alle mie (29-30 gennaio). Mentirei se dicessi che mi ha convinto e Le spiego perché.
Questione rapporto coi media: forse non se ne è accorto, ma qui si è fatto un bell’autogol. Io le imputavo stanziamenti faraonici per occupare spazi mediatici e Lei me ne ha fornito graziosamente la cifra: 1,7 milioni nel solo 2009. Per inciso, in una regione attanagliata dalla crisi come la nostra, non so quanto sia apprezzabile gettare nella fornace della comunicazione d’immagine qualcosa come oltre tre miliardi di vecchie lire. Comunque lascio al giudizio dei lettori stabilire se tappezzare muri e autobus di slogan trionfalistici sia fare “informazione-ascolto”.
Mentre, se i suoi consiglieri regionali fossero non solo tonitruanti in materia di diritti universali (tipo “moschea sì, moschea no”. Ovviamente: sì) ma anche meno dormienti in materia di controllo, avrebbero già notato come i contratti pubblicitari che Lei dice interrompersi al 2009, producano effetti a tutto febbraio 2010 (clou della campagna elettorale). Questione “amicizie pericolose”: certo, Burlando è un cognome diffuso. Ma c’è un solo Burlando C. che cenava a Portofino con l’armatore bancarottiere Poulides, accompagnato dal fido Lazzarini che di Poulides era pure fornitore di prodotti assicurativi. Come dimostrarono le inchieste giornalistiche del tempo, fatte da testate non embedded. Per quanto riguarda l’assegnazione all’amico Spinelli di quell’enclave strategica del territorio genovese rappresentata dalle aree ex Riva di Cornigliano (per accatastarci container, lo dice Lei), non trovo risposte da parte Sua sull’aspetto non trascurabile della mancata gara pubblica e sul prezzo concordato.
Questione fierezze: Lei si dichiara fiero di quanto si sta creando sulla collina di Erzelli, dove faceva singolari sopralluoghi nelle prime ore di un certo sabato. Al di là della spiegazione che non spiega, è convinzione di molti che da quelle parti si stia realizzando una grossa speculazione immobiliare; tanto che il primo progettista – nientemeno che Renzo Piano – ha ritirato la firma dal progetto. Se vorrà, Le sarò ancora più preciso, magari parlando delle aziende locali che vincolano il proprio insediamento alla variazione di destinazione d’uso delle loro attuali sedi per lucrare la valorizzazione dell’immobile, magari parlando della Facoltà di Ingegneria che dovrebbe vendere le proprie attuali strutture (prestigiosissime ville in centro) per finire in uno spazio inaccessibile che richiede ingenti investimenti e – tra l’altro – posti macchina a scapito delle aule: un campus o un garage?
Poi è fiero di IIT. Questo conferma che la nostra classe politica – e Lei in particolare – è carente in quanto a cultura di territorio. Perché, in presenza di investimenti pubblici nell’hi-tech, quello che conta sono le ricadute sul territorio (leggi, trasferimenti tecnologici): è a conoscenza di effetti indotti sulla riqualificazione del tessuto produttivo e sull’occupazione, a parte le famose tre trattorie nate per rifocillare i ricercatori? Che importa alla gente se nell’Istituto si crea la pelle del robot antropomorfo o si gioca al piccolo fisico? Secondo autogol: si dimette il responsabile regionale per il trasferimento tecnologico da Lei scelto, e non ritiene neppure opportuno appurarne le motivazioni? Ultima fierezza: la sanità risanata. Qui la questione richiede un discorso più lungo, per cui le do appuntamento nel sito di MicroMega.
Questione qualità della politica: trascurando il fatto che Lei ha vinto le passate elezioni proprio per la desistenza del voto di destra nel collegio di Imperia (l’improvviso -6%), feudo di Claudio Scajola, il nuovo tema è il rapporto con i cattolici in chiave elettorale: l’accordo con l’Udc (imbarazza leggere nel Twitter del Suo sito che l’incontro con gli adepti di Cesa e Cuffaro nasce perché “a destra c’è solo esclusione sociale e sfruttamento della paura”: e le regioni in cui l’Udc sta con la destra?). Questo avviene perché (giustamente) Lei considera la sinistra “rosso antico” anch’essa embedded. Un problema per quella sinistra che accetta il proprio dimezzamento in cambio di qualche salvezza individuale. Ma anche cartina di tornasole che per vincere qui si persegue ogni inciucio. Compresa la sottomissione a quel cardinal Bagnasco che, quale capo della Cei, rappresenta la punta di diamante dell’oscurantismo omofobico. Comunque devo ringraziarLa. I politici italiani o sono soubrette o viaggiano in penombra. Lei, che appartiene a questa seconda specie, per una volta si è mostrato alla luce.
(3 febbraio 2010)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.
