Per scherzo… ma neanche troppo
Con la probabile candidatura del capitano Gregorio De Falco – quello del «Salga a bordo, cazzo!» urlato a Schettino durante il naufragio della Costa Concordia – la lista di Monti metterà a segno un gran colpo. La sinistra deve essere all’altezza di questa sfida: ecco qualche proposta.
Cari amici lettori, cari compagni della sinistra di ogni latitudine e di ogni scissione, dobbiamo dirci la verità: con la probabile candidatura del capitano Gregorio De Falco – quello del «Salga a bordo, cazzo!» urlato a Schettino durante il naufragio della Costa Concordia – la lista di Mario Monti metterà a segno un gran colpo.
La sinistra italiana rischia nuovamente di farsi scippare di mano la bandiera della rappresentanza della società civile. Le conseguenze di questa miopia, di questa incapacità cronica di leggere gli umori e le tendenze di fondo del Paese, potrebbero essere devastanti dal punto di vista elettorale.
Chiaramente non si può fare di tutta l’erba un fascio. Nella sinistra più radicale, ad esempio, è in corso una positiva evoluzione su certi temi: per prima cosa si è messo il nome di un candidato premier a caratteri cubitali nel simbolo (un magistrato dimessosi pochi giorni fa da un importante incarico internazionale assunto pochi mesi prima); ma sopratutto si ostenta una tale vergogna e riprovazione per i propri leader – e per i partiti che compongono la formazione elettorale – che farebbe impallidire l’Elio Vito dei tempi d’oro (quello di «Comunisti, Comunisti, Comunisti!»). Pare infatti che il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero stia facendo comizi in giro per l’Italia con dei grandi baffi finti per non farsi riconoscere dai suoi uditori. Già da due mesi, del resto, si fa chiamare Ciro Esposito in ogni iniziativa pubblica.
Ciò che più preoccupa è l’area del centrosinistra, guidata da un vecchio burocrate picciista che va in televisione a celebrare nobili anticaglie come le parole “partito”, “collettivo”, “squadra” (non c’è mai limite all’autolesionismo).
Ci permettiamo dunque di fornire alcuni suggerimenti di candidati della società civile che potrebbero dare nuova linfa ad una campagna elettorale difficile, nella quale tante figure di onesti amministratori locali, capaci dirigenti politici, coraggiosi sindacalisti, esperti di economia e di diritto, potrebbero oscurare la scena a quanto di buono si è fatto, e si sta facendo, anche a sinistra, in termini di reclutamento di “star da liste elettorali”.
Raniero Brambilla, classe 1952: è il compagno di scuola di Marchionne che nella foto di classe della seconda media fece le corna al futuro amministratore delegato Fiat senza che lui se ne accorgesse. Da allora, e fino al trasferimento dell’intera famiglia in Canada, per tutta Chieti il piccolo Marchionne divenne “Sergetto Le Corna”. Si tratta di una delle pagine più intense della storia del movimento operaio abruzzese.
Olga Marinelli, classe 1973: pronipote di Marisa Fabbri (in Marinetti), massaia emiliana che per prima sperimentò accostamenti originali per l’aceto balsamico, come le fragole e il roast-beef. Da quel piccolo gesto ebbe origine un enorme impulso per il made in Italy di qualità e in particolare per il distretto modenese dell’aceto, culla di quel socialismo emiliano da sempre vanto della sinistra italiana.
Fabio Bellini, classe 1985: il più giovane del gruppo, è il figlio di Claudio Bellini, mitico massaggiatore degli azzurri ai mondiali di Spagna ’82. Fu lui, fra le altre cose, a far notare a Bearzot che Tardelli rischiava i crampi e che sarebbe stato opportuno inserire Marini. Anche grazie a quella mossa la nostra squadra seppe prevalere sul mitico Brasile di Falcao e Zico.
Corrado Ciconte, classe 1975: addetto sala al Billionaire di Briatore, l’estate scorsa è riuscito a fregare dai magazzini quattro casse di Champagne Cristal Brut del 1997 (valore all’ingrosso 214 euro a bottiglia, vendute al Billionaire al prezzo di 1500 euro ciascuna). Dopo il fallimento della “tassa sul lusso” introdotta dal governatore Renato Soru in Costa Smeralda, il gesto di Ciconte può essere considerato un esempio di come è possibile eseguire prelievi dal patrimonio dei più abbienti senza scatenare fughe di capitali o destabilizzanti guerre fiscali.
Sono solo quattro esempi, ma siamo sicuri che l’Italia brulica di questi eroi della porta accanto. Non aspettano altro che trovare un loro posto nelle accoglienti liste delle variegate sinistre.
Notazione finale: pare che la stampa di regime non ci abbia detto tutta la verità sulla vicenda della Costa Concordia. Quel giorno De Falco aveva il battesimo della nipotina e aveva chiesto ad un collega, tale Marco Carone, di sostituirlo alla Capitaneria di Porto. Ma Carone gli rispose in modo netto e inequivocabile: «Vada dentro quell’ufficio, cazzo!». Carone, l’uomo che smaschererà le menzogne di regime. Capolista subito!
(8 gennaio 2013)
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