Piazza della Costituzione

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I partigiani dell’Anpi celebreranno in questi giorni il loro congresso nazionale e lo dedicheranno, come sempre, alla legalità repubblicana, alla tutela dei valori costituzionali.

Non sarà il congresso della nostalgia, al contrario sarà l’occasione per far vivere lo spirito costituzionale, per rivendicarne la piena applicazione, per contrastare ogni tentativo di abbattere a colpi di maggioranza e di squadrismo mediatico i valori fondanti: dalla autonomia della giustizia a quella dell’informazione, dall’inclusione sociale alla libertà della ricerca, della cultura, della scuola e dell’università pubblica, per citare solo alcuni titoli.

Tutti insieme ribadiranno il loro no ad ogni equiparazione tra boia e vittime, ad ogni cancellazione della memoria che tenda ad annullare il passato per giustificare il presente, per sdoganare le peggiori pulsioni autoritarie, xenofobe, che oggi hanno assunto altri colori, altre denominazioni, altre pose mussoliniane.

Oggi più che mai c’è bisogno dell’Anpi, anzi c’è bisogno di nuovi partigiani che abbiano la loro stessa passione civile, il loro amore per la democrazia repubblicana, la loro determinazione per contrastare il disegno di realizzare un regime simil democratico fondato sul populismo autoritario, sul balcone mediatico, sul controllo del telecomando, trasformato in una sorta di manganello "dolce", ma prepotentemente persuasivo.

Del resto non sarà certo una casualità che, anche in occasione delle recenti polemiche sulla festa del 17 marzo, si siano risentite da destra le solite sguaiate voci di chi avrebbe voluto abolire la festa del 25 aprile e del primo maggio.
Ci riproveranno perché hanno bisogno di spiantare, anche simbolicamente, le radici della democrazia che affondano, ancora oggi, nella lotta di liberazione e nella dignità del lavoro e dei lavoratori.

Articolo 21, insieme all’Anpi, ha deciso di riprendere una proposta avanzata dalla associazione Retitudine che ha chiesto a tutti i comuni di dedicare una piazza, una via, un parco, una scuola alla Costituzione, perché ancora oggi, in molte località, manca qualsiasi riferimento a quella che è stata definita "una delle costituzioni più belle del mondo".

Il prossimo 25 aprile potrebbe essere l’occasione per lanciare l’iniziativa ritrovandoci tutte e tutti in una sola, grande, immensa piazza per la Costituzione, non solo per ricordare la lotta di liberazione, ma anche per annunciare le prossime lotte per liberare l’Italia dalla metastasi in atto.

Nel frattempo segniamoci sull’agenda la manifestazione di sabato 9 aprile convocata da tutte le associazioni che rivendicano i diritto allo studio e ad una vita non precaria.
I nonni dell’Anpi saranno sicuramente fieri di questi nipoti!

Giuseppe Giulietti

(26 marzo 2011)

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