Prendeteli da piccoli
Vania Lucia Gaito
, da viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it
Il 2010 non è cominciato sotto i migliori auspici, per la chiesa tedesca. Dopo l’ondata di rivelazioni e rapporti che hanno svelato una serie infinita di abusi sistematici in Irlanda, è la volta della Germania. Un’ondata che, di giorno in giorno, assomiglia sempre di più all’ingrossarsi di uno tsunami.
Una faccenda gravissima per le tasche della Conferenza Episcopale Tedesca, una delle più "finanziate" dalla generosità dei fedeli, generosità che rischia di venir meno ad ogni rivelazione che si aggiunge a quelle, fin troppo scottanti, già rese note ai media.
Lo scandalo parte da una scuola, una delle più prestigiose della Germania, nella quale "si formano i leader". La scuola si chiama Canisius College, si trova a Berlino, è gestita dai gesuiti ed è effettivamente l’alma mater di molti politici, imprenditori e scenziati tedeschi.
Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio di quest’anno, nel più assordante silenzio dei media italiani, una ventina di ex studenti della prestigiosa scuola hanno rivelato di essere stati vittime di sistematici abusi sessuali da parte dei sacerdoti dell’istituto.
I sacerdoti accusati sono due, Peter Riedel e Wolfgang Stab, che hanno lasciato la scuola già da diversi anni, per essere destinati ad altri incarichi. Stefan Dartmann, a capo dell’ordine dei Gesuiti in Germania, ha ammesso che i vertici dell’ordine avevano le prove degli abusi commessi dai due sacerdoti, e tuttavia non avevano mai informato i genitori, gli studenti o le autorità. Semplicemente avevano trasferito, come sempre accade, lasciando che i due sacerdoti continuassero ad abusare dei bambini nelle loro nuove sedi in Germania, Messico, Cile e Spagna, dove erano di volta in volta trasferiti.
Di fronte alle rivelazioni delle vittime, i due sacerdoti hanno avuto reazioni completamente differenti. Peter Riedel, che nel 1986 fu aggredito con un coltello da una delle sue vittime che in seguito si tolse la vita, non ha mai ammesso gli abusi. Tuttavia le accuse contro di lui sono pesantissime. Una delle vittime ha raccontato, tra l’altro, di un abuso avvenuto in uno scantinato nel giardino della scuola: padre Riedel lo aveva portato dentro e gli aveva ordinato di masturbarsi davanti a lui. "Chiunque volesse andare avanti in quella scuola doveva passare attraverso un simile degrado" ha affermato il testimone.
Del resto, già nel 1981 l’allora rettore del Canisius, Karl Heinz Fischer, aveva informato i vertici dell’ordine, delle accuse di abusi a carico di padre Riedel. In particolare aveva informato Rolf Dieter Pfahl, Padre Provinciale dei Gesuiti e, a sua volta, ex rettore del Canisius. Padre Pfahl, aveva convocato Riedel e poco dopo era arrivato il trasferimento del sacerdote ad altro incarico.
L’altro prete, padre Wolfgang Stab, che attualmente vive in Sudamerica dopo aver lasciato il Canisius nel 1992, ha invece ammesso gli abusi. E non solo. Ha affermato, infatti, di aver informato fin dal 1991 le autorità cattoliche tedesche dei propri crimini: 19 anni di abusi sistematici su bambini affidati alle sue cure. Il 20 gennaio, in una lettera aperta alle sue vittime, padre Stab ha chiesto loro perdono ed ha affermato di aver informato il Vaticano, dicendo la nuda e cruda verità sui propri trascorsi.
"Mi dispiace per quello che vi ho fatto" scrive Stab. "E, se potete, vi chiedo di perdonarmi."
Ovviamente, i vertici dei Gesuiti sembrano cadere dalle nuvole. Anche padre Rolf Dieter Pfahl, il Padre Provinciale che aveva trasferito a suo tempo Riedel a causa delle accuse contro di lui. In una dichiarazione al Berliner Morgenpost ha sostenuto di non sapere nulla degli abusi: "Se avessi saputo, trent’anni fa, avrei agito immediatamente!" E infatti agì: trasferì il prete in un’altra zona.
Stefan Dartmann, a capo dei gesuiti in Germania, e il direttore del Canisius, Padre Klaus Mertes, in una conferenza stampa congiunta si sono scusati "per non aver reagito, all’epoca, nel modo appropriato". Ma ormai lo scandalo era già dilagato. E come nel gioco del domino, basta che caschi un pezzo perchè caschino tutti gli altri in sequenza. Le accuse e le testimonianze, e non solo nei confronti dei sacerdoti del Canisius College, si sono moltiplicate in brevissimo tempo, finchè la Conferenza Episcopale tedesca è stata costretta a prendere provvedimenti, incaricando il vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann, di aprire una sistematica inchiesta nei ranghi della Chiesa stessa e delle scuole religiose per fare luce su ogni caso di abuso e molestia sessuale.
E così, di accusa in accusa, di rivelazione in rivelazione, si arriva a Ratisbona, luogo già noto per essere stato, in passato, teatro di un discorso papale tristemente famoso.
Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso infatti che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro di ragazzi di Ratisbona all’epoca in cui esso era diretto dal fratello di Papa Benedetto XVI. Il vescovo lo ha scritto in una lettera ai genitori pubblicata sul suo sito internet in cui afferma che «siamo fortemente impegnati a chiarire tutti i possibili casi». Il portavoce del vescovo, Clemens Neck, ha poi dichiarato alla France Presse di «avere informazioni su presunti abusi commessi tra il 1958 e il 1973», sui quali «vogliamo si conduca un’inchiesta trasparente».
I responsabili dei presunti abusi sessuali su alcuni bambini del coro del duomo di Ratisbona sarebbero due religiosi, ambedue morti nel 1984, che per questo sarebbero stati anche condannati a pene detentive. Uno era un ex insegnante di religione e vice direttore della scuola frequentata dai coristi che era stato rimosso nel 1958 dall’incarico. Anche l’altro religioso era stato per alcuni mesi direttore del collegio annesso al ginnasio del coro del duomo, prima di essere condannato nel 1971.
La diocesi di Ratisbona ha reso noto che istituirà una commissione d’inchiesta interna sul caso. Ai giornalisti l’ex direttore del coro e fratello del Pontefice, Georg Ratzinger, ha dichiarato di non essere mai venuto a conoscenza di alcun episodio di abuso sessuale.
L’ondata di scandali investe anche l’Olanda, dove sono state rese note 15 denunce contro dieci sacerdoti del collegio salesiano Don Rua. Il vescovo di Rotterdam, che presiede la Conferenza Episcopale olandese, ha aperto un’inchiesta. A sua volta, anche il ministro della Giustizia olandese ha avviato indagini sulla vicenda.
E tuttavia, tutti sono pronti a dichiararsi ignari, tutti sono pronti a chiedere scusa e asserire di non esser mai stati a conoscenza di nulla. Anche quelli che sapevano e trasferivano, incuranti di esporre nuovi bambini ai rischi di abuso.
Del resto, uno dei motti dei gesuiti recita "Prendeteli da piccoli e le possibilità sono infinite".
(8 marzo 2010)
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