Primarie di Bologna, chi ha paura del voto?

Amelia Frascaroli

Il , candidata alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Bologna

Si può cambiare senza attaccare, cambiare senza distruggere, cambiare senza sprecare. E si può costruire: costruire innovazione e insieme cambiamento. Io penso che vincere davvero significhi aprire e non chiudere, ascoltare e non urlare, unire e non dividere. Io vorrei vincere con gli elettori del centrosinistra unito, vorrei vincere con le primarie. Perché le primarie sono democrazia: sono l’unico antidoto contro i giochi di palazzo.

Anche a Bologna hanno cercato di rendere queste primarie del 23 gennaio un voto sul Pd; hanno detto che se vinco io, perde il Pd. Qualcuno ha provato a giocare sul sentimento della paura e a giocare con i sensi di colpa. E’ irresponsabile, ed è tipico di chi, in fondo, non vuole mai cambiare. E’ tipico dei soliti poteri forti.

Io non ho mai pensato che le primarie fossero uno strumento contro il Pd: ho sempre pensato che il Partito democratico, se usa gli strumenti di cui si è dotato, può ad ogni buon conto ritenersi vincitore indiscusso di ogni elezione primaria. La coalizione di centrosinistra ha trovato un accordo sul programma e si è lanciata in questa grande avventura che, per me, ha riacceso le luci sulla politica di Bologna. Quindi lancio un appello ai bolognesi: andate a votare. Solo la partecipazione sarà la vincitrice indiscussa delle urne.

(19 gennaio 2011)

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