Propaganda Fide
Carlo Cornaglia
Viene indagato Sepe, il cardinale,
per il concorso in grave corruzione
e ai suoi fedeli dice, celestiale:
“Non ho timor, continuo la missione,
ma per il vostro vescovo pregate.”
Il giorno dopo legge ai giornalisti
sol cento righe, a lungo meditate,
vietando le domande dei cronisti.
Spiega l’alloggio offerto a Bertolaso
per garantir la sua serenità.
Del palazzo a Lunardi spiega il caso:
venduto a prezzo basso, ma in realtà
per Propaganda Fide con vantaggio,
visto che era cadente e malandato.
Chiarisce poi che, a causa del passaggio
del metrò, era a spese dello Stato
l’acconcia abolizion d’ogni magagna
nella sede di Propaganda Fide,
sita nella central Piazza di Spagna.
Di chiudere da martire decide:
“Nell’accettar la croce do il perdono
a quanti dentro e fuori della Chiesa
di una persecuzion mi han fatto il dono.”
Non corruttor, perciò, ma parte lesa…
Chiariranno i piemme la faccenda:
San Gennaro, invidioso di San Pio,
ha fatto a Sepe una minaccia orrenda:
“O presto un grande evento sono anch’io
o il mio sangue mai più si scioglierà.”
Per timor della perfida ripicca
il Cardinale Sepe là per là
si è arruffianato quelli della cricca.
(26 giugno 2010)
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