Protezione civile elettorale. Con la divisa distribuiscono volantini del candidato della lista Polverini

Andrea Fabozzi

, da il manifesto, 24 marzo 2010

Stazione Piramide della metropolitana, nove del mattino di ieri. Due persone con una divisa e la scritta Protezione civile distribuiscono volantini elettorali della lista Renata Polverini. Siamo a Roma, il candidato è Luigi Abate che è stato per anni direttore regionale dei Vigili del Fuoco fino a quando si è messo in aspettativa per candidarsi al consiglio regionale nella lista dell’aspirante presidente.
L’ingegner Abate, da esperto, ha un programma preciso: «Apportare un contributo alla struttura della protezione civile, darle un’impostazione mirata non più soltanto al pronto intervento in caso di pericolo ma anche alla prevenzione». C’è scritto anche sul volantino: «Sicurezza civile, prevenzione innanzitutto». E così sembrerebbe del tutto normale che a distribuire i volantini all’uscita della metropolitana siano delle persone con le insegne della protezione civile, come documentato dalle foto che pubblichiamo. Ma normale non è visto che quelle insegne non possono essere utilizzate per fare propaganda. Come appare evidente per ragioni di opportunità e come ha riconosciuto lo stesso dipartimento della protezione civile in tre circolari, la prima del 2006, nella quale raccomanda di evitare l’impiego stesso dei volontari in «attività che possano anche in modo indiretto risultare di supporto a iniziative di carattere politico-propagandistico». Distribuire santini elettorali con le insegne della protezione civile, dunque, è vietato: nel 2006 Guido Bertolaso raccomandava «ai volontari di non partecipare a manifestazioni di connotazione politica esponendo insegne ed emblemi dell’organizzazione di provenienza», nel 2007 aggiungeva che un impiego del genere poteva comportare gravi conseguenze perché «si può determinare una responsabilità a titolo di danno all’erario», e «si evidenzia il danno all’immagine del servizio nazionale» e addirittura «occorre segnalare le possibile conseguenze penale dell’uso improprio dei mezzi, delle risorse e delle insegne del servizio».
Ora, è vero che la Protezione civile di questi tempi ha altri problemi, ma l’episodio di ieri mattina – forse non l’unico – non è una semplice gaffe. Dal dipartimento nazionale lo definiscono «grave» e chiariscono: «Non si può assolutamente fare». Dalle fotografie, attraverso le insegne sulla tuta, è semplice risalire all’associazione di appartenenza dei volantinatori: è l’Associazione europea vigili del fuoco volontari alla quale appartengono vigili del fuoco in pensione oppure in servizio, ma solo nei momenti liberi. Sono stati in Abruzzo e, sostengono, sono intervenuti nei soccorsi dopo la frana di Messina.
Il segretario dell’associazione, Vincenzo Viggiani, all’inizio minimizza: «Siamo in un paese libero». Poi annuncia una smentita. Poi promette una verifica. Poi spiega: «Una volontaria ha avuto freddo e si è coperta con il giaccone della tuta» (ma dalle foto non risulta che a distribuire volantini ci fosse anche una donna). Poi annuncia: «È stato un errore, ma l’associazione non ne risponde, sono volontari anche quando sbagliano».
Come sono andate le cose si capisce meglio parlando con il diretto interessato, un seccatissimo Luigi Abate che dice che «in questa vicenda finisco sputtanato io che ho quarant’anni di carriera dalla mia parte». Insomma, Abate assicura di aver evitato ogni possibile commistione con i vigili del fuoco, anzi: «Non sono andato in nessun distaccamento a presentare la mia candidatura eppure i vigili del fuoco di Roma sono come miei figli». Però conferma di aver consegnato il suo materiale elettorale all’associazione di Viggiani, «l’ho fatto con tante associazioni di protezione civile, ma perché lo distribuissero internamente». Invece non è andata così, forse perché «effettivamente gli avevo anche chiesto se aveva qualche ragazzo che si voleva guadagnare qualcosa andando a distribuire i volantini, ma assolutamente non doveva farlo con le insegne della protezione civile». Conclusione di Abate: «Questi volontari bisognerà metterli a freno, bisognerà fare ordine, non può andare avanti così che si mettono la divisa che gli piace tanto e guarda che combinano». Finisce che ti fanno la campagna elettorale.

(25 marzo 2010)

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