Protezione Spa, un mostro giuridico-istituzionale
In nome della trasparenza pubblico qui due mie interventi per dichiarazione di voto sulla questione protezione civile, prima che si aprisse lo scandalo.
Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 328 – 4 febbraio 2010
PARDI (IdV). Signor Presidente, qualità della persona ed efficacia della macchina funzionante della Protezione civile non possono mettere in sott’ordine il rilievo prima avanzato dal collega Zanda con efficacia: c’è conflitto di interessi tra la carica di Capo della Protezione civile e quella di Sottosegretario e ci sarà vieppiù conflitto di interessi quando sarà fatta la cosiddetta Protezione civile Spa. D’altra parte, non ci si può stupire, perché ormai la società italiana è stata inquinata a fondo da una tolleranza pervasiva e – sembra – inarrestabile verso il conflitto di interessi. Il Governo stesso ha come fondamento costitutivo suo intimo il conflitto di interessi.
Ma qui si apre il problema dell’onnipotenza del plenipotenziario che, come si sa, agisce a fondo nell’opinione pubblica. Molti giornali in questi giorni hanno sottolineato che vi è una preoccupazione per l’onnipotenza del plenipotenziario non solo nell’opposizione, ma nella stessa maggioranza e nello stesso Governo. Ci sono Ministri preoccupati per la crescita apparentemente inarrestabile di questo potere preponderante. Noi, come Gruppo dell’Italia dei Valori, siamo in realtà più preoccupati del fatto che questo potere preponderante – che sicuramente esiste e che sicuramente sarà peggiorato dalla Protezione civile Spa – in realtà è ancora più temibile non in sé (perché poi delle qualità della persona non dubitiamo), ma perché esso in realtà costituisce il punto d’appoggio di un potere preponderante sovraordinato: quello della consegna ormai pressoché totale di tutto l’arco delle decisioni fondamentali, anche in questo campo, alla Presidenza del Consiglio.
Qui abbiamo di fronte – e ne parleremo appena riprenderemo il dibattito – la questione della Protezione civile Spa. Noi assistiamo alla costruzione di un piccolo mostriciattolo giuridico-legislativo, probabilmente con risvolti affaristici non trascurabili, che in realtà rimane sganciato da una possibilità di controllo parlamentare e consegnato sostanzialmente all’arbitrio del Capo dell’Esecutivo. Ed è qui che si annidano le opacità.
Il sottosegretario Bertolaso rivendica la chiarezza dei conti e dei rendiconti. Noi aspettiamo fiduciosamente che, per esempio, la decisione, non sua, ma politica, di spostare il G8 dalla Maddalena all’Aquila ad un certo punto trovi anche la possibilità di essere chiarita e spiegata nei suoi risvolti economici. Ormai sappiamo tutti che a La Maddalena sono stati costruiti edifici costosissimi, da milioni di euro, che stanno andando in rovina, su cui nessuno esercita la manutenzione: una dissipazione di risorse pubbliche che ha qualcosa di impressionante. Siamo pronti ad aspettare dei chiarimenti su questa dissipazione: temiamo che non ci saranno e che, per esempio, i regali al complesso Marcegaglia, a cui sono stati consegnati affitti ad un prezzo ribassato per costruzioni che stanno complessivamente decadendo, avranno scarse spiegazioni. Però le aspettiamo. Il Parlamento è qui per questo.
Ma l’attesa fiduciosa delle spiegazioni su questo argomento non può cancellare la preoccupazione che sta alla base dell’osservazione di un conflitto di interessi che a poco a poco, come una metastasi, si sta mangiando letteralmente la potestà sull’uso delle risorse pubbliche. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 330 – 9 febbraio 2010
PARDI (IdV). Signora Presidente, il Gruppo Italia dei Valori voterà a favore degli emendamenti tendenti a sopprimere l’articolo 16, per una quantità di motivi che si aggiungono ed integrano quelli esposti dal collega Bianco del Partito Democratico.
In primo luogo, non vi è un requisito di necessità ed urgenza, e ciò invita allo stralcio di questo argomento nell’ambito di una legge ordinaria. Del resto, un testo analogo è stato giudicato inammissibile dallo stesso Presidente della Camera durante la finanziaria.
In secondo luogo, l’economicità vantata da questo provvedimento è tutt’altro che dimostrata, in assenza di un contratto di servizio che non si vede e di cui nulla si sa.
In terzo luogo, la tempestività cui ci si richiama è già garantita alla Protezione civile. Quest’ultima, secondo la normativa vigente, dispone anche dello strumento dell’ordinanza. Ci si domanda allora: con la creazione della Spa, si può immaginare la consegna del potere di ordinanza ad una società per azioni?
In quarto luogo, c’è un’evidente rinuncia all’equilibrio istituzionale nei confronti delle Regioni e degli enti locali, quando si sa invece che su questo argomento vige una competenza concorrente.
C’è, infine, un’opaca genericità nella definizione dei compiti della nuova società, che è in netto contrasto con la precisa natura delle società in house, a cui il diritto e la giurisprudenza comunitaria chiedono estrema precisione e competenze ed oggetti delimitati.
C’è un commento d’insieme da fare su questa situazione: se la Protezione civile si è occupata della canonizzazione di padre Pio nel 2002, di quella del fondatore dell’Opus Dei Josemarìa Escrivà de Balaguer nel 2002, dell’incontro nazionale dell’Azione cattolica con il Papaa Loreto nel 2004, dei funerali del Papa nel 2005, della regata Vuitton Cup (l’elenco è assortito, ma non è colpa nostra) a Trapani nel 2007, dei Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009, dei mondiali di ciclismo a Varese nel 2008 e del futuro anniversario dell’Unità d’Italia, non ci si può stupire se il Sottosegretario arriva a vantare perfino che è grazie alla virtù salvifica della Protezione civile che il sindaco di Milano può tenere puliti i paletti della sua città. C’è qualcosa di imbarazzante dietro questa visione di salvataggio universale che viene attribuita alla Protezione civile, dal grande al piccolo e dal piccolo al grande.
Abbiamo già detto, e lo ripetiamo, che siamo di fronte alla costruzione scientifica ‑ forse un po’ slabbrata, ma la volontà è scientifica ‑ di un piccolo mostro giuridico‑istituzionale, che ha pesanti risvolti affaristici che non possono essere trascurati. Un piccolo mostro istituzionale che viene consegnato in modo opaco unicamente nelle mani della Presidenza del Consiglio e che, per conto suo, può gestire cifre di cui non avremo mai dei rendiconti. Faccio solo un esempio: siamo di fronte ad una struttura che, già nel caso della Maddalena, è riuscita ad autorizzare costi di costruzione (per alberghi che ora stanno crollando e dai cui tetti piove l’acqua) per la bellezza di 4.345 euro al metro quadro. A questo punto, nonostante i rilievi di nobiltà di intenti e di bravura tecnica che si possono fare al Sottosegretario, io penso che non si possa dimenticare questo tipo di inefficienza, questa dissipazione di risorse pubbliche e la possibilità terrificante che tale dissipazione possa ripetersi e moltiplicarsi nel futuro. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
Pancho Pardi
(17 febbraio 2010)
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