Quel gran genio del mio Amicone
Andrea Scanzi
Quanto mi era mancato, Luigi Amicone. Quel suo adorabile ammantare di gravità pensosa ogni afflato impalpabile. Dei droidi berlusconiani, è quello (apparentemente) più annacquato. Non ha la balbuzie livida di Bondi, non ha l’autismo concettuale di Lupi, non ha la frustrazione carnivora di Capezzone, non ha la vacuità becera di Gasparri e neanche la volgarità guerreggiante di La Russa. Amicone, di tutto questo, non ha niente. Più esattamente, non ha niente. E basta.
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.