Rai: mangiagatti e mangiafatti, due pesi e due misure
La Rai, con insolita tempestività, ha sospeso il gastronomo Bigazzi dalla conduzione della trasmissione “La prova del cuoco”. Cosa è mai accaduto per indurre mamma Rai ad assumere una misura così severa e quasi senza precedenti?
E’ presto detto: il rude conduttore toscano aveva rievocato i tempi nei quali si mangiavano i gatti al posto dei conigli, aveva descritto con un certo compiacimento le ricette e aveva confessato di aver divorato anche lui “le bianche e morbide carni”. La sua descrizione ha suscitato proteste e reazioni tra i cittadini e gli immediati esposti delle principali associazioni animaliste.
Per una volta la Rai ha preso sul serio i suoi abbonati, e ha sospeso, praticamente in tempo reale e quasi in diretta tv l’esuberante Bigazzi.
Non saremo certo noi a prendere le difese dell’eventuale ”magnagatti”, come recitava un antico adagio veneto a proposito delle presunte abitudini alimentari dei vicentini, ma vorremmo solo rivolgere qualche domanda ai cosiddetti vertici della Rai: se Bigazzi è stato sospeso per una frase ingiustificabile e sbagliata cosa mai accadrà, sempre in ipotesi, ad un direttore o a un conduttore che dovesse, per esempio, insultare i giudici, la corte costituzionale, le istituzioni e magari dare la parola a qualche inquisito eccellente per oltraggiare i suoi accusatori?
Quale provvedimento è stato mai assunto o sarà assunto verso chi sistematicamente cancella tutti i fatti che non piacciono al Presidente del Consiglio editore?
In altre parole Bigazzi è stato sospeso per aver malamente rievocato le stagioni nelle quali si mangiavano i gatti, cosa ingiustificabile, ora restiamo in attesa di conoscere quando saranno assunti gli stessi provvedimenti nei confronti di quelli che ogni giorni si mangiano i fatti consumando così una offesa altrettanto grave nei confronti del cittadino abbonato
O no?
Giuseppe Giulietti
(18 febbraio)
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