Ravera: Perchè sostengo Ignazio Marino
Lidia Ravera, scrittrice, spiega le ragioni della sua adesione all’appello "Con Ignazio Marino liberiamo il Pd dalla nomenklatura".
di Lidia Ravera
“Il piddì non è un autobus” , hanno detto i leader del piddì. Bersani, mi pare, ma anche altri. Quando acchiappano una metafora non la mollano facilmente. Un partito-autobus sarebbe un partito su cui si può salire per andare da un punto all’altro… di un tempo, di uno spazio, di un programma. Un partito autobus sarebbe un partito su cui si può salire e da cui si può scendere. Se non ti piace chi guida o come guida… se è troppo lento… se ha avuto un incidente… se ne rischia un altro. Questo per dire che, personalmente, io non ho niente contro i partiti autobus. Invece non mi piacciono i partiti bunker, i partiti carrarmato, con il milite ritto sulla torretta che spara ai non conformi, anche se si avvicinano con l’idea di dialogare. Naturalmente, una cosa è salire sull’autobus per andare da qui a lì, una cosa è salire sull’autobus per sostituire il guidatore… Diciamo che la seconda ipotesi è più impegnativa. Non avrei imposto la guida di Beppe Grillo, con tutto il rispetto per l’acutezza e l’impeccabile tempismo delle sue provocazioni. Ho deciso di contribuire, invece, a sistemare al volante del “Mezzo Pubblico”, Ignazio Marino.
Ignazio Marino è un uomo diverso dagli uomini (donne non ce n’è, mi dispiace, ma non è certo colpa mia) che, finora, si sono alternati alla guida de Partito Democratico. E’ diverso perché non è cresciuto come una pianta esotica nella serra di una segreteria politica, lontano dalla luce del sole, dai pericoli della strada, dalla polvere e dalle difficoltà della vita normale, quella che tutti conosciamo e viviamo, quella in cui ci arrabattiamo. E’ un professionista e uno scienziato. E’ un uomo abituato a non poter sbagliare, se sbaglia qualcuno ci rimette la pelle e deve fare ben attenzione a quello che fa, se no paga. E questa bella abitudine, contratta in tenera età, forse aiuta a capire che comandare (un’ equipe di chirurghi, un partito, la collettività che rappresenti…) è una responsabilità enorme, un sacrificio, un peso, una fatica. Non è tarallucci e privilegi, parole leggere, promesse e ripetizione. Ignazio Marino è un tipo coerente, laico, che sulle leggi più necessarie alla qualità della vita di tutti noi si è espresso in modo molto chiaro: libertà di non diventare madri se non lo si vuole, libertà di diventare madri anche se non si è aiutate dalla natura, libertà di usare la scienza al servizio di vite migliori e morti migliori. E’ un uomo dotato della modestia necessaria e sufficiente per ascoltare gli altri. Me ne sono accorta una sera, a cena, nella verità della vita privata (mia, sua). E’ uno che quando parli ti sta a sentire, è uno che quando parla capisci tutto quello che dice. Tutto.
(18 luglio 2009)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.