Referendum, piccolo bestiario dei vinti (a parte i soliti noti)
Matteo Pucciarelli
BATTAGLIA FRANCO
Il professore dell’università di Modena, pasdaran nuclearista e collaboratore del Giornale, aveva avuto la sua occasione d’oro per spiegare agli italiani la bontà dell’energia atomica. Cioè una bella ospitata ad Annozero. Risultato: una sciagura. Prima ha definito le energie rinnovabili una “colossale frode” (chiedere a quelle città tedesche a breve a impatto zero), poi ha svelato la truffa del fotovoltaico: “La notte non funziona”. Effettivamente non ci aveva pensato nessuno. Ma l’esibizione da Santoro è stato un crescendo. Il disastro di Chernobyl – ha spiegato – causò “solo” 58 morti (“fu colossale mistificazione mediatica”). Va bene che negare l’evidenza in Parlamento va di moda (la maggioranza vota compatta, “Berlusconi pensava che Ruby fosse la nipote di Mubarak”) ma scherzare sui malati di tumore non funziona, per ora.
BELTRANDI MARCO
Il radicale eletto nelle liste del Pd è quello che il 16 marzo scorso diede una grandissima mano alla maggioranza, votando inspiegabilmente “no” alla mozione per l’election day (accorpare amministrative e referendum) presentata dal Pd. Fu decisivo, il suo voto. Lui, neanche un poco rosso per la vergogna, farfugliò le solite menate pannelliane che ormai neanche i reduci degli anni ’70 riescono a comprendere. E’ andata bene, perché il quorum è stato raggiunto. Ma la speranza è che chi compilerà le prossime liste elettorali del Pd si ricordi di lui. E depenni il suo nome.
CAPEZZONE DANIELE
Si conferma lo “yes man” più zelante di tutta la maggioranza. Appena arrivati i risultati del referendum, si è catapultato davanti alle telecamere per mettere le mani avanti contro “una certa sinistra”, che “inganna gli elettori”. Praticamente le stesse cose che dice sempre, qualunque cosa accada. Il caso Ruby? Una certa sinistra inganna gli elettori. I manifesti di Lassini a Milano sulle Br in procura? Una certa sinistra inganna gli elettori. I rifiuti a Napoli? Lo sapete già. In fondo è rimasto un radicale dentro: coltiva l’arte della litania.
GIANNINO OSCAR
Il giornalista liberista per antonomasia, strenuo difensore dell’ingresso dei privati nel business dell’acqua, ospite di Ballarò non sapeva nemmeno bene qual era esattamente il contenuto del quesito referendario. Nonostante Floris ribadisse la giustezza dell’infografica della sua trasmissione, lui continuava a negare l’evidenza. Il conduttore ci ha provato due o tre volte a spiegargli che si stava sbagliando, ma lui no, insisteva. Al che è stato deciso di togliergli l’audio, onde evitare che disturbasse ancora i telespettatori. Tra parentesi, le posizioni del “No” sull’acqua hanno preso una media del 4% sui primi due quesiti.
PRESTIGIACOMO STEFANIA
E’ il ministro dell’Ambiente. Alzi la mano chi abbia avvertito la sua presenza in tutta questa campagna referendaria. Eppure si parlava di temi (3 su 4) che riguardavano direttamente il suo dicastero. Un ectoplasma assoluto.
RENZI MATTEO
Il rottamatore stavolta è stato rottamato, e alla grande. Fedele alla sua propensione a fare il bastian contrario, quando non anche dare una mano a Berlusconi che infatti lo stima tanto, aveva spiegato che lui votata “No” sull’acqua. Di solito è uno furbo, strano che non abbia annusato nell’aria che la gente stava andando da un’altra parte. Che parlare di privatizzazioni, specie poi se dell’acqua, è quanto mai indigesto al cittadino medio, specie poi se elettore di sinistra. Vale quanto detto per Giannino: le posizioni del “No” sull’acqua hanno preso una media del 4% sui primi due quesiti.
SANTANCHE’ DANIELA
Si vede che vuole diventare la numero 1 del Pdl al posto di Denis Verdini. Perché come Verdini, che dopo il primo turno delle amministrative ebbe l’ardore di dire che si era trattato di un pareggio, anche lei è riuscita nell’impresa impossibile: cioè dire che “il referendum è stato già fatto in parte dal governo”. Ora, la sua capacità di arrampicarsi sugli specchi è arcinota. Ancor più dopo le rivelazioni degli ultimi giorni, quando si è scoperto che mentre arringava la folla fuori dal tribunale di Milano contro la Boccassini che voleva incastrare Berlusconi, al telefono col sodale Flavio Briatore diceva ben altre cose riguardo al premier e alle sue frequentazioni. Faccia di bronzo? Di più: i tentativi del governo per far saltare e poi fallire quest’ultima consultazione resteranno negli annali. Ma, proprio oggi, guarda un po’, la Garnero in Santanchè se n’è scordata.
TESTA CHICCO
Il fu comunista e fu presidente di Legambiente aveva cominciato da mesi e mesi a martellare i cittadini con lo spot ambiguo del Forum sul Nucleare, quello degli scacchi bianchi, candidi e vincenti contro quelli neri e perdenti. Ovviamente i primi rappresentavano i pro-nucleare, i secondi i contrari. Poi, e qui c’è di mezzo anche la sfortuna, è successo quello che è successo in Giappone. Lui ci ha provato lo stesso, con moderazione, a spiegare perché ha cambiato idea col passare degli anni, che l’atomo era indispensabile. Nonostante la sua buona volontà, il 94,6% di chi è andato a votare non ha ritenuto valide le sue argomentazioni.
TG1 E TG2
Per chi fa il giornalista, sono un esempio pratico: guardarli e fare il contrario. Come fanno i due telegiornali più importanti del panorama nazionale a sbagliare sistematicamente le date dei referendum? Qualcuno ha pensato male e ha parlato di dolo. Qualcun altro ragiona di “semplici” sbagli. Quale che sia la verità, la situazione resta deprimente. La battuta di Spinoza.it è folgorante: “Quorum già raggiunto. Senza contare gli spettatori del Tg1 che si presenteranno alle urne domani”.
(14 giugno 2011)
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