Rolling Berluscones

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La notizia del giorno è che secondo la rivista Rolling Stones Berlusconi è la Rock Star dell’anno. Motivo addotto con la massima serietà: sa stare sulla scena, ha grande vitalità. I telegiornali Rai 1 e 2 non hanno mancato di esaltare la nomina col massimo rilievo, riesumando immagini di una vita per loro senza dubbio esemplare.

Ma con una rivista di rock è inutile fare i pedanti. Per esempio insinuare che l’attribuzione del titolo sia provocazione satirica. Niente affatto. E’ la pura verità: non abbiamo un presidente del consiglio ma per davvero la rock star dell’anno.

Sarebbe meglio così. Perché la rock star dovrebbe affliggerci con i suoi processi brevi, anzi morti? Perché per ammazzare i suoi processi dovrebbe negare giustizia a centinaia di migliaia di parti lese? Perché la vita della Repubblica dovrebbe essere inchiodata all’interesse privato di un individuo che in qualsiasi altro paese non avrebbe potuto andare un passo oltre l’affarismo edilizio? Che senza la protezione di Craxi non avrebbe mai avuto il monopolio delle reti televisive private con cui, come dice Cordero, si è affatturato un popolo?

Allora sì: rock star, bandana, cerone. Tutto ricondotto alla dimensione di una storia da avanspettacolo. Siamo seri: potrebbe un soggetto così mettere a rischio la Costituzione?
Ma questo ci riconduce alla nostra condizione grottesca. C’è un altro paese al mondo in cui si potrebbe formulare a cuor leggero una domanda così?

Pancho Pardi

(24 novembre 2009)

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