Rosarno e il buio dell’informazione

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Ogni qual volta un giornale o un giornalista prova a illuminare le zone oscure della società si alza il coro degli indignati speciali e dei censori, ma di fronte a quanto sta accadendo a Rosarno oltre a chiedere ovviamente di ripristinare la legalità violata non sarebbe anche il caso di promuovere un grande momento di indagine mediatica per conoscere le ragioni di tanta furia?
Chi sono i protagonisti? Come e dove vivono? Chi li sfrutta per far soldi? Chi sono i caporali? Perché quel comune non ha un sindaco? Chi sono i capi delle cosche? Il ripristino della legalità non passa solo per la repressione ma anche dalla possibilità di essere informati in modo completo e tempestivo prima che le rivolte esplodano.
In questi anni abbiamo avuto tante serate dedicate a tre delitti privati, ma neppure un centesimo di quei tempi è mai stato dedicato a temi drammatici quali il caporalato e il suo intreccio con le mafie e così sappiamo legittimamente tutto sugli immigrati che delinquono e poco sul loro sfruttamento.
Anche questo contribuisce a mettere pericolosamente in discussione la legalità repubblicana e la coesione nazionale, per usare le parole adoperate dai presidenti Napolitano e Fini. Per queste ragioni all’assemblea nazionale di Articolo21 che si svolgerà ad Acquasparta dal 22 al 24 gennaio 2010 sono stati invitati a spiegare le loro ragioni anche i promotori della manifestazione del primo marzo e che è stata definita il primo sciopero degli immigrati.

Giuseppe Giulietti

(11 gennaio 2010)

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