Sandro Bondi, se questo è un ministro

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Il ministro Bondi in una lettera al Foglio ha chiamato servi gli artisti e gli autori convocati e premiati dal Presidente della Repubblica che li avrebbe accolti come un padre accogli i pargoli. Siamo sicuri che si tratta di uno scherzo di quel burlone di Ferrara. Un ministro della cultura non potrebbe scrivere simili idiozie.

Quanto ai servi e agli accattoni forse il ministro si riferiva a quanti hanno ideato pensato e scritto la legge sul processo breve. Non contento ha persino citato Pasolini a sostegno del suo delirio. Povero Pasolini oltraggiato da vivo e da morto.

Speriamo almeno che lassù abbiano di meglio da fare che ascoltare le invettive di un ministro-poeta invidioso di chi ha preferito la via dell’arte piuttosto che il marciapiede della cortigianeria.

Giuseppe Giulietti

(14 novembre 2009)

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