Sbilanciamoci: “Contro la crisi solo una politica di tagli”

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da RedattoreSociale.it

ROMA – “La spesa pubblica non va vista come il diavolo, ma come strumento da utilizzare in modo virtuoso per rilanciare l’economia”. È quanto auspica Giulio Marcon, portavoce della campagna Sbilanciamoci! che questa mattina presso la sala stampa di Palazzo Madama ha presentato il Rapporto Sbilanciamoci 2011, che ogni anno analizza criticamente la finanziaria, oggi legge di stabilità. Per Marcon, oggi in Italia occorre una riflessione sugli strumenti di finanza pubblica, caratterizzati negli ultimi anni da una certa “opacità” che li rende tali per cui non c’è possibilità da parte del Parlamento e del dibattito pubblico di intervenire.

“Questi strumenti – ha spiegato Marcon – sono stati svuotati della possibilità di intervenire, di esserne consapevoli e di modificarli. È un problema di opacità della spesa pubblica, nonostante Tremonti abbia detto che l’obiettivo era quello di renderla più trasparente attraverso una radicale riforma del processo di bilancio. I provvedimenti, durante questi ultimi due anni e mezzo, sono stati spalmati nel corso dell’anno. Ne abbiamo contati ben 12 anticrisi con un volume di più di 70 miliardi di euro. Molti i decreti su c’è stato il voto di fiducia, espropriando di fatto non solo il dibattito pubblico ma anche il Parlamento della possibilità di intervenire”.

A preoccupare Marcon è l’atteggiamento del governo rispetto alla situazione di crisi. “C’è stata una sottovalutazione della crisi, un inutile ottimismo, una mancanza di strategia, un’insieme di provvedimenti spot e una impostazione di una politica restrittiva. Invece di fronteggiare la crisi usando in modo virtuoso la spesa pubblica per rilanciare la domanda interna e far ripartire l’economia, l’unica politica messa in campo soprattutto in Italia è quella dei tagli sulla scuola, l’università, l’ambiente, le politiche sociali. Il governo italiano ha fronteggiato la crisi senza politiche efficaci di fronte ad una crisi così gravi con effetti pesantissimi”. E le difficoltà sottolineate da Marcon sono quelle confermate dall’attuale legge di stabilità: dai tagli al fondo per la non autosufficienza e più in generale al fondo per le politiche sociali.

“Abbiamo avuto lo scudo fiscale come premio ai ricchi e agli evasori, e l’impoverimento dei redditi e degli strumenti di protezione sociale”. Per Marcon, quindi, è ora di cambiare pagina e di superare la “logica dei bonus bebè e del bonus famiglia. Più che singole erogazioni monetarie, abbiamo bisogno di un welfare degno di questo nome”. Il rapporto 2011 , conclude Marcon, vuole portare un contributo costruttivo. “È un esercizio umile per capire come la spesa pubblica può essere orientata in modo diverso, realistico e concreto – ha affermato – Dobbiamo opporre ad una politica restrittiva, una politica che sostenga la domanda interna, i redditi. Bisogna investire nel capitale sociale umano con l’istruzione e il welfare. Serve una politica fiscale degna di questo nome, una politica di redistribuzione della ricchezza. Da questa crisi si esce cambiando il modello neoliberista che ci ha portato a conseguenze così drammatiche”. (ga)

(23 novembre 2010)

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