Schifani, l’alfiere dell’antimafia

Carlo Cornaglia



Pare Schifani, capo del Senato,
dotato di una strana calamita:
i tipi con i quali ha lavorato
la legge hanno sovente poi tradita.

Sicula Broker fu una società
della quale fu socio il presidente:
c’erano D’Agostino, Mandalà,
Maniglia e De Lorenzo, tutta gente

che fu per mafia poi mandata in cella.
Fu per il sindaco di Villabate,
a sentire il pentito Campanella,
autor di consulenze ben pagate

a favor degli sporchi suoi interessi,
un fatto che Schifani poi negò.
Un’altra cosa che lascia perplessi
è la cooperativa dove entrò

per la palermitana abitazione:
col costruttor Sansone, poi mafioso,
socio ne fu un altro bel campione,
Vito Buscemi, poi malavitoso.

La casa a Cefalù, in riva al mare,
ha comprato Schifani da Alamia
che poi di Ciancimino fu compare
e indagato per mafia e compagnia.

Fra i suoi clienti ebbe personaggi
poi legati alla mafia vecchia e nuova,
esperti in corruzione e riciclaggi,
gente che il suo buon nom mette alla prova.

E c’è il timor che prima o poi succeda
che chi l’ha fatto capo del Senato
per corruzione il cielo a scacchi veda…
Moral? Schifani ietta od è sfigato.

(30 agosto 2010)

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