SOLO ANDATA? #4 – Da Palermo al mondo. E ritorno

Laura Malleo

Laura ha girato il mondo, l’ha fatto per assecondare la sua curiosità e i suoi desideri e soprattutto perché ne aveva la possibilità. Adesso ha deciso di tornare qui, di contribuire nel suo piccolo al rinnovamento della nostra regione mettendo in piedi un progetto concreto e scontrandosi tutti i giorni con le difficoltà che tale ambizione comporta. Dice di “sforzarsi” di sentirsi libera ed è questo l’ossimoro che vorremmo annullare con l’esercizio di una vera e buona amministrazione. g.m.

, 25 anni, laureata in Relazioni Internazionali

Mi chiamo Laura e sono palermitana; non solo nei documenti ma anche e soprattutto nell’anima. Faccio parte di questa città come questa città fa parte di me perché sono cresciuta immersa in questo habitat che mi ha plasmato, che è entrato dentro di me e a cui sono quindi legata visceralmente.

Sono Siciliana per gli stessi motivi, e non come conseguenza del fatto di essere di Palermo. La Sicilia è il mio paese (uso del termine in senso lato) d’origine. Citando Cesare Pavese "Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti". (La luna e i falò.)

Sono andata via dalla mia città ancora prima di finire il Liceo; ho studiato fuori, ho vissuto negli Stati Uniti, poi a Firenze, Londra, Venezia, Barcellona e anche altre città europee che non c’è bisogno di elencare. Ho studiato quello che mi piaceva e per farlo ho inseguito i miei desideri, sostenuta da una famiglia che ha sempre considerato un valore il viaggio e la mobilità, perché considerati mezzi per l’espansione della conoscenza; insieme ai contenuti ho inseguito il rispetto umano dello studente e ho sempre cercato di svolgere di tale compito nelle condizioni più stimolanti.

Sono stata sempre libera di scegliere se andare via o restare, se studiare all’estero o in Sicilia, se vivere fuori oppure a casa, se mettere radici nel mondo del lavoro fuori da questa regione oppure dentro. Questa è certamente la condizione ottimale per apprezzare la mobilità, poterle dare un’accezione positiva. Purtroppo invece è vissuta dalla maggior parte delle persone come difficoltà, come realtà irrealizzabile o come condizione da cui liberarsi, come quando, per esempio, si parla di lavoro.

L’accezione positiva che riesco a fare assumere alla mobilità vuole essere parte del cambiamento di punto di vista di cui ha bisogno la mia regione. La mobilità dà luogo a dinamiche di competizione, dà adito alla curiosità individuale, agli interessi di approfondimento e formazione, creando, se vissuta al meglio, aria di sfida e competitività positiva che premia in tutti gli ambiti i soggetti migliori. E quale società vincente non punta sui suoi migliori prodotti per progredire, mettendo le “sue” migliori capacità a servizio di tutti? Non sono ingenua e so bene che perché questo accada ci vuole una rete formata e preparata, disponibile e con la possibilità di mettersi a servizio della comunità. Una rete che accolga i cittadini, che li metta nelle condizioni di competere, che riesca ad offrire a tutti gli stessi strumenti; questa è la realtà che non c’è e a cui dobbiamo aspirare.

L’ottica di cambiamento in cui è utile porsi è senz’altro la concretezza della realizzazione dei progetti; serve la supervisione di un occhio super partes, protettivo, che come le chiocce, cresca, stimoli, educhi, guardando avanti per spingere verso il futuro tutti i pulcini scovati, anche quelli di altre galline.

Io Ritorno in Sicilia per scelta; è un momento della mia vita in cui ci sono fattori contingenti che mi riportano qui e insieme è il senso di utilità concreta che posso avere in questo contesto; io mi sforzo di tenere a mente che posso essere libera di scegliere sempre e conto sull’evoluzione della classe politica locale perché il ricordarci di questa nostra libertà non sia più uno sforzo.
E se Cesare Pavese scrive che “…un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.” (La Luna e i Falò) io aggiungo che del resto, ci vuole per il gusto di ritornarci.

(25 ottobre 2012)



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.