SPECIALE VENEZIA 69 – Un giorno speciale

Barbara Sorrentini

Un film semplice, povero, asciutto e così spontaneo da sembrare trasandato. Negli intenti di Francesca Comencini l’idea era quella di raccontare una storia comune di ragazzi con poche speranze verso il futuro, quasi in presa diretta. Nel suo film in concorso a Venezia 69 "Un giorno speciale" i protagonisti sono Gina (Giulia Valentini) e Marco (Filippo Scicchitano).

Tratto dal romanzo "Il cielo con un dito" scritto dall’attore Claudio Bigagli, l’adattamento cinematografico segue i due ragazzi nel loro primo giorno di lavoro. Giulia sta per incontrare un onorevole che dovrebbe introdurla nel mondo dello spettacolo, accompagnata da Marco, l’autista dell’onorevole. Un lungo viaggio in auto blu per le strade di Roma, dalla periferia al centro, per scoprire cosa sognano i giovani in Italia, mentre si adeguano a lavori di compromesso. La politica esce come un mezzo che non li riguarda, se non per procurare successo facile e lontano da ogni etica morale. I ventenni della Comencini sono molto diversi dai loro coetanei francesi del dopo maggio, illustrati fedelmente da Olivier Assayas in "Après Mai". Ma a sentirli dialogare, con un italiano faticoso e sgrammaticato, Gina e Marco conservano ancora qualche piccolo sogno e qualche moto di ribellione che li spinge a provare a raggiungerlo.

“Questo film nasce da una riflessione a scoppio ritardato, in seguito al bombardamento di immagini e notizie sulle ragazze che venivano portate nelle stanze della politica – spiega la regista. Non è stato semplice trovare un linguaggio originale per raccontare tutto questo attraverso il cinema, ma è stato necessario per allontanare uno dei mali peggiori di questo Paese: la rimozione”. "Un giorno speciale" si concentra principalmente sul rapporto di complicità che si instaura tra i due ragazzi e sulle loro aspettative, come se la crisi avesse fatto un passo più lungo ribaltando le priorità, lasciando, per fortuna, in secondo piano l’incontro tra la ragazza e l’onorevole.

“All’inizio mi aveva molo colpito la storia di Noemi Letizia, il rapporto con la madre e questa convinzione che la bellezza fosse un valore per fare carriera; poi l’interesse si è spostato necessariamente sul problema gravissimo dell’occupazione, che dovrebbe diventare centrale sia per la politica che per l’arte – spera Francesca Comencini”. E a proposito del rapporto madre-figlia, spesso approfondito nei film della regista di "Spazio bianco", "Mobbing" e "A casa nostra", anche in "Un giorno speciale" questa relazione è descritta sul piano dell’affetto e dell’amore, mediato da scarpe con tacco 15, trucco pesante e vestiti da escort. Una degenerazione dei valori che gli adulti non sono più in grado di conservare.

“Nelle cronache – continua la regista – non solo mi ha colpito l’immensità d’amore della madre di Noemi Letizia e quante come lei, ma anche il fatto che molte fossero già ragazze madri. Per me era importante riuscire a capire, senza giudicare, che questa madre vuole bene alla figlia e che pensa onestamente che il modo migliore di inserirla nel mondo sia spingerla a vendersi in questo modo. E’ terribile che questo sia diventato una normalità”.

(7 settembre 2012)



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.