Sua Sanità
Carlo Cornaglia
Fu Tedesco un socialista
che con Nichi scese in pista.
“Socialismo fa onestà,
perciò nella Sanità
voglio te come assessore…”
“Occhio, Vendola, ho timore
del conflitto di interessi.
Lavorando come ossessi
moglie e figli fanno affari
coi prodotti sanitari…”.
“Caro Alberto, che ti prende?
Basta cedere le aziende
e in un attimo, voilà,
ogni dubbio passerà”.
Detto fatto. Fu così
che Tedesco disse sì.
Poi, com’è come non è,
piovon mucchi di dané
sui tre figli e sulla moglie.
Qualche voce si raccoglie
di pression sui direttori
per l’affido dei lavori,
l’assunzion di dirigenti
e i brutal siluramenti.
E un pm, ahimé!, lo accusa:
del suo ufficio Alberto abusa,
d’asta fa le turbative,
con la corruzion convive.
Da assessore si dimette
proprio mentre sono indette
le politiche elezioni
e il Pd dei puri e buoni
inserisce nella lista
l’imputato socialista.
Anche se molto sospetto,
giunse infine il diavoletto
a seder fra i senatori,
mentre i biechi inquisitori
ne richiedono l’arresto.
Il Pd, con nobil gesto,
dopo gran tentennamenti,
dopo trucchi ed espedienti,
dopo lunga esitazione
lo destina alla prigione,
ma con l’ultima trovata
da Latorre escogitata:
per Tedesco e Papa Alfonso
contestual sarà il responso
alla Camera e al Senato,
chissà mai venga salvato…
Nell’arringa sua Tedesco,
con un bluff elefantesco,
per sé chiede la prigione:
“Del pm l’opinione
rispettate, per favore.
Io non sono un corruttore
e son puro come neve,
ma ognun faccia quel che deve
e succeda quel che può!”
E in galera non andò,
grazie al popolo leghista
ed a qualche garantista
annidato nel partito.
Ma Bersani, sbigottito,
lo ha invitato alla coerenza:
“Quel che hai detto in precedenza
prova la tua nobiltà…
Or le dimissioni dà
e vai ai domiciliari
nella tua casa di Bari”:
Disse, invece di “Obbedisco!”,
“Son Tedesco, non capisco!”
E da vecchio socialista
corse a fare l’affarista
con la moglie e con i figli.
Tutti puri come gigli.
Pochi giorni e un nuovo arresto
dal Riesame vien richiesto:
si ritorna alla partenza
e si spera in più decenza!
(15 settembre 2011)
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