Terni, Polo Chimico: dalla gloria alla polvere

Luigi De Magistris,

da luigidemagistris.it

Da qualche giorno a questa parte altre 1100 famiglie italiane non dormono più sonni tranquilli.
Lo scorso 24 Febbraio infatti i vertici di LB (LyondellBasell) Italia hanno dato l’annuncio ufficiale: il sito produttivo di Terni sarà chiuso entro la fine dell’anno. Senza se e senza ma.

Ma cerchiamo di disegnare un quadro più completo: la multinazionale LB sta attuando un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 14 siti in tutto il mondo, siti scelti teoricamente secondo parametri economico – industriali.
LB Italia ha tre siti produttivi sul territorio italiano: Ferrara, Brindisi e Terni. Paradossalmente quest’ultimo ha raggiunto livelli di eccellenza, ha prodotto l’utile più elevato tra tutti i siti produttivi d’Europa nel 2009 (più di 9 milioni di Euro), il suo management è riuscito a porre in essere operazioni che gli hanno premesso di ridurre i costi del 15%, tenendosi, con una gestione accurata e professionale, sempre ben al di sotto dei budget di spesa preventivi 2009!
In teoria Terni rappresenta il fiore all’occhiello per LB Italia eppure è destinato inesorabilmente alla dismissione. La scure della chiusura è calata soltanto sull’impianto ternano mentre per gli altri due siti di Ferrara e Brindisi sono ipotizzati anche degli investimenti.

Che forse questioni politico-finanziarie, più che economico industriali, generino i veri parametri di scelta del sito da dismettere?

L’effetto domino della chiusura partirà dal licenziamento dei 120 dipendenti diretti e dei 60 indiretti di LB Terni per poi riversarsi inesorabilmente su altre quattro aziende direttamente collegate, site all’interno del Polo Chimico Ternano: la Meraklon e la Treofan, per le quali LB Terni è unico fornitore di materie prime a zero costi di trasporto , la Edison che rifornisce LB Terni di energia elettrica e utilities e addirittura la Novamont.
La Novamont, insignita di numerosi riconoscimenti internazionali, è un’azienda sanissima che produce MaterBi (materiale termoplastico e biodegradabile ricavato dall’amido di mais, grano e patata) la quale però in seguito alla chiusura della LB Terni e delle conseguenti chiusure anche di Meraklon e Treofan, non sarebbe in grado di sostenere da sola gli elevatissimi costi di gestione – vigilanza, sicurezza, antincendio – dell’intero Polo Chimico!
Tra dipendenti diretti/indiretti e indotto, circa 1100 famiglie vivono al momento col fiato sospeso e non trascorreranno con molta probabilità un felice 2011.

Le istituzioni, i sindacati e gli esponenti politici locali fanno fronte comune in difesa di un’azienda sana e del suo indotto che saranno dismessi e cancellati senza una giustificazione apparentemente plausibile e richiedono attenzione e azioni da parte del Governo per la rilevanza nazionale della questione.

La reazione dei dipendenti LyondellBasell Terni è vigorosa: il sito ternano non si tocca! Blocco delle portinerie, tre giorni di sciopero, volantinaggio per la città, sit-in davanti alla prefettura e domani, venerdì 5 Marzo una grande manifestazione alla quale è chiamata a partecipare la cittadinanza intera. Un corteo partirà alle 10 dai cancelli del sito del Polo Chimico, attraverserà la città e arriverà in Piazza del Popolo.

E pensare che proprio all’interno dei laboratori di ricerca del Polo Chimico di Terni, nel 1954, lo scienziato Giulio Natta scoprì il polipropilene e per questa scoperta gli fu conferito il Premio Nobel per la Chimica nel 1963. Povera Terni…dalla gloria alla polvere.

(4 marzo 2010)



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