Tettamanzi, Calderoli e il vangelo celtico padano
Il ministro Calderoli ha invitato il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi a occuparsi meno di rom e più di croci.
Forse il ministro padano avrebbe sperato di vedere al Tg1 delle 20 un cardinale in versione Calderoli, magari con una maglietta con la simpatica scritta: ”In croce i rom”.
Oppure si poteva immaginare il prelato in camicia verde, inquadrato nelle “ronde cristiane d’assalto”, impegnato nel rifilare colpi di crocifisso sulla testa o sulla schiena di rom, ebrei, islamici e magari pure a qualche ateo confesso… così imparano anche loro.
Ci auguriamo che il presidente del consiglio, da sempre attentissimo al Vangelo e alla diffusione dei valori della cristianità, non voglia smentire il suo ministro o peggio richiamarlo all’ordine, tra l’altro Calderoli è ormai considerato una delle menti più lucide e persino più moderate del fronte berslusconiano.
Nelle parole sagge e per nulla estreme del ministro c’è un elemento che lo stesso Berlusconi potrebbe e dovrebbe valorizzare.
Tra qualche settimana, infatti, il governo proverà a imporre una serie di provvedimenti per mettere la museruola ai giudici e ricondurli sotto il controllo dell’esecutivo.
Perché non utilizzare l’occasione per piazzare un bell’emendamento che introduca l’obbligo per il Vaticano di chiedere preventivamente al governo l’assenso per la nomina di vescovi e cardinali.
In questo modo quando mai il Papa, ma il rischio in questa fase storica non è elevatissimo, volesse indicare una persona sgradita come Dionigi Tettamanzi, sarà sempre possibile far valere un diritto di veto.
In questo modo al posto dell’attuale cardinale si potrebbe indicare il figlio di Bossi, Renzo, oppure una figura equivalente di vero interprete del vangelo celtico padano.
Restiamo in attesa di leggere gli editoriali e di udire le dichiarazioni sdegnate di tutti coloro che urlarono alla cristianità in pericolo dopo la sentenza della corte europea sul crocifisso.
Per ora tacciono, forse preoccupati di non disturbare l’imperatore che, come nel medio evo, già si appresta alla cerimonia con la quale dovrà ”investire” i futuri vescovi.
Al posto di Dionigi Tettamanzi dovrebbe essere indicato fratello Marcello Dell’Utri, per la gioia di Silvio, di Calderoli e di tutti quelli che si fingono devoti per rubare qualche voto.
Amen!
Giuseppe Giulietti
(7 dicembre 2009)
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