Tra Libia e Padania povera Italia
Paolo Flores d’Arcais
, Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2010
L’Italia è una colonia della Libia, tenuta in ostaggio dalla Lega. Questo recita ormai la tanto vantata – dal regime – “Costituzione materiale”. Agghiacciante non è infatti l’ennesima prepotenza di Gheddafi, che pure poteva avere conseguenze omicide. Il Colonnello ne ha perpetrate ben altre. Indecente non è la violenza dei leghisti di Adro che lardellano del simbolo bossista una scuola per definizione “pubblica”. Sotto il profilo materiale il sindaco di quel paese, affamando alla mensa scolastica i bambini poveri, era già stato ben più violento.
Agghiacciante e indecente è il silenzio che acconsente delle autorità pubbliche che avrebbero, anzi che hanno, il dovere di intervenire. Agghiacciante e indecente è l’inazione corriva dei Pubblici ufficiali cui la legge impone di agire e che invece seguendo l’opportunismo carrieristico del “troncare, sopire” di manzoniana memoria calpestano ormai la Costituzione della Repubblica.
Cos’ha fatto in questi due giorni il signor onorevole Franco Frattini, che voci calunniose vogliono ministro degli Esteri? Quando sparano a una nave del tuo paese dovrebbero fioccare le proteste diplomatiche, la convocazione dell’ambasciatore della Jamahiriya (Grande Repubblica) libica, la pretesa ultimativa di scuse solenni del Colonnello o almeno delle sue amazzoni. Ma Frattini è un ministro di Berlusconi, non della Repubblica italiana, e Berlusconi ha con Gheddafi vincoli di amorosi sensi (anche affaristici?) ben più forti di un giuramento sulla Costituzione.
Cos’hanno fatto in questi giorni il prefetto di Brescia, il provveditore agli studi, le autorità locali da cui dipendono gli edifici scolastici, per rimuovere da una scuola pubblica il simbolo di un partito, cioè una violenza contro l’istruzione, che è bene di tutti, e contro la nazione o la Patria (come sentiamo ripetere con overdose di retorica quando si tratta di inviare truppe in guerra) visto che l’articolo 5 della Costituzione osa ancora mormorare che l’Italia è “Repubblica una e indivisibile”? Sono tutti pubblici ufficiali, la loro inazione configura il reato di omissione d’atti d’ufficio, come minimo. Ci sarebbe poi l’articolo 87, secondo cui “il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale”. Unità che più dileggiata non si può.
Qualche bel tomo se ne è uscito dicendo che il “Sole delle Alpi” è simbolo antico, ben precedente alla nascita della Lega. Se è per questo, la croce uncinata precede le Ss di Hitler di parecchi secoli.
Ma opposizioni e “giornalismo” parlano d’altro: usque tandem?
(16 settembre 2010)
| Condividi |
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.
