Tutti al voto
Paolo Flores d’Arcais
, il Fatto quotidiano, 28 maggio 2011
Il voto di domani non decide solo se Milano continuerà ad essere sgovernata dagli intrallazzatori della Bat-sindaca, dagli appetiti affaristici e per nulla evangelici di “Comunione e Liberazione”, dai palazzinari piraña e dalla convivenza con la ‘ndrangheta, oppure ritroverà la decenza e la dignità di un’amministrazione civile. Il voto di domani non decide solo se Napoli collasserà definitivamente nel fango della camorra, nella palude di politicanti avidi, o con De Magistris tenterà il riscatto da grande capitale europea.
Il voto di domani avrà un peso rilevantissimo anche rispetto ai referendum del 12 giugno, ai quesiti sull’acqua, il nucleare, il “legittimo impedimento”, referendum che il governo sta cercando di scippare in ogni modo agli elettori, tra disinformazione brezneviana e leggine ad hoc in zona cesarini.
Se a Napoli, Milano, Cagliari, i cittadini sceglieranno per il rinnovamento democratico contro il maleodorante malaffare berlusconiano, si produrrà un clima di speranza e di passione civile che renderà assai difficili le manovre del regime per affossare i referendum. L’assordante silenzio delle tv minzolinizzate, condito magari con radiose previsioni del tempo, non sarà sufficiente a convincere gli elettori per quel “tutti al mare!” con cui Berlusconi spera di salvarsi. Ma se lunedì sera potesse vantare anche solo un “pareggio”, anche solo uno dei due – tra la disastrosa Moratti o l’inquietante Lettieri – con fascia tricolore, giocherebbe sull’inevitabile mood malinconico dei cittadini onesti per distrarli con successo dalle urne referendarie.
Il motivo per impegnarsi è dunque duplice, e riguarda anche chi non vive a Milano, Napoli, Cagliari, ma vuole evitare future Chernobyl nel Belpaese, o un bene elementare come H2O in mano a tanti piccoli Marchionne, o l’impunità della Casta quando delinque. E una vittoria ai referendum segnerebbe la fine di questi “anni di fango” che stanno distruggendo l’Italia nell’avvitamento di un regime dove l’incontinenza incivile e golpista è ormai priva perfino del pannolone dell’ipocrisia.
Ogni lettore di questo giornale è più che un lettore. E’, in un ambito più o meno ampio, un “opinion leader”. Possiamo tutti – siamo più di centomila – influire sul voto di domani, dedicando interamente alla democrazia il nostro tempo libero fino alle 15 di lunedì, con telefonate, mail, blog, sms, messaggi facebook … Siamo quasi niente di fronte alle tv, obietterà il pessimista. E’ vero: il quasi niente della fionda di Davide contro Golia.
(28 maggio 2011)
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