U ministru acclara
Carlo Cornaglia
U ministru lo chiamano ad Imperia,
mentre a Roma il suo nome è Sciaboletta.
Scajola, che non ama la miseria
ed, ahimé, vivi e morti non rispetta,
ha comprato dalle sorelle Papa
un alloggio di fronte al Colosseo
con una vista che ogni dì lo arrapa,
per la qual fece al fisco marameo.
Ben ottanta gli assegni circolari
in nero corrisposti alle sorelle
dopo averli ottenuti dai compari
di Anemone, un amico per la pelle,
ottanta assegni, frutto d’intrallazzi,
ipotizza un piemme malpensante,
un di quelli che Silvio chiamò pazzi.
Per l’alloggio con vista entusiasmante
al prezzo del contratto dal notaio
gli euro aggiunti son novecentomila
e per lo Sciaboletta qualche guaio
per questi ottanta assegni si profila.
“Io non mi lascio certo intimidire
da un attacco infondato e menzognero,
mi hanno offerto un alloggio a poche lire
e non so nulla degli assegni in nero!
E’ amico chi la casa mi ha scovato
di un Gentiluomo di Sua Santità
che, come tale, non ha mai peccato
anche se adesso in una cella sta…
Mediatico è il processo che mi fanno
coprendo me, illibato, con il fango,
ma capiscono tutti che è un inganno.
Dimissioni? Giammai, io qui rimango!”,
ha proclamato intrepido Scajola,
mentre la banda dei sodali strilla
latrando come un can con la parola.
Berlusconi, Cicchitto, la Brambilla,
Gasparri, Micciché, Lupi, Rotondi:
“Un attacco mediatico incivile
inventato da giornalisti immondi,
rappresentanti di una stampa ostile!”
Il tempo passa… e l’affar s’ingrossa,
fioccano le conferme e i testimoni.
A Scajola non resta che una mossa:
“Ho appena dato le mie dimissioni
all’amato premier Silvio Banana.
Mi sarà così facile acclarare
chi è stato quel gran figlio di puttana
che mi ha pagato mezzo casolare
senza informarmi e contro il mio interesse.
Il giorno nel qual scopro chi l’ha fatto
faranno i miei legal le azion connesse
al pronto annullamento del contratto!”
Il futuro dirà chi la colletta
ha fatto per dir grazie in gran segreto
al ministro agli Interni, Sciaboletta:
coloro che alla Diaz e a Bolzaneto,
ai tempi del G8 genovese
sono stati picchiati ed hanno i segni
delle botte dai poliziotti prese.
Ottanta torturati, ottanta assegni.
(5 maggio 2010)
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