Una “vertenza Villa Borghese” per salvare Piazza di Siena
Carlo Troilo
Già nel 2015 Vittorio Emiliani ed io firmammo un appello per trasferire in altra sede (l’ippodromo di Tor di Quinto o lo Stadio dei Marmi) il Concorso Ippico.
Ottenemmo il sostegno pubblico delle due assessore ad Ambiente e Cultura (Estella Marino e Giovanna Marinelli) e del Sovrintendente Agostino Bureca ed eravamo arrivati all’esame del sindaco Marino (che era d’accordo sulla nostra proposta) quando purtroppo la crisi della Giunta fece svanire il nostro sogno.
Ora siamo ripartiti con un nuovo appello – cui già hanno aderito decine di esponenti della cultura romana – per far fronte ad una minaccia molto seria: la pratica “privatizzazione” di Piazza di Siena, che secondo la stampa e le nostre informazioni verrebbe affidata dal Comune alla Federazione Italiana Sport Equestri – FISE. La FISE estenderebbe la sua influenza anche su parte della vasta area di quello che era il Galoppatoio: oggi – per dirla tutta – una landa desolata, che di sera diviene luogo di raduno di prostitute, omosessuali e spacciatori di droga.
Questo impossessamento di una larga parte di Villa Borghese da parte del CONI e della FISE avviene prevalentemente per quattro motivi:
– l’attivismo dei due enti, uno dei quali (la FISE) è in grave passivo e dunque alla ricerca di un “affare sicuro”
– l’assoluta mancanza di trasparenza della amministrazione comunale e la connivenza degli assessori competenti (soprattutto, sembra di capire, quello allo sport)
– il mancato sostegno attivo dei cittadini – anche quelli dei vicini quartieri Pinciano e Parioli
– lo scarso interesse della stampa, che si limita per lo più a riprendere i comunicati di chi è a favore e di che è contro, senza mai tentare una propria indagine su questo tema.
Eppure mi pare che questo problema abbia rilevanza non solo cittadina ma anche nazionale ed internazionale, visto che Piazza di Siena è, assieme al Pincio, il luogo preferito di un turismo straniero non straccione (la Piazza ha da un lato l’Accademia di Francia, dall’altro la Galleria Borghese e quella di arte moderna). Perché, ad esempio, nessun giornale va a rendersi conto di quanto siano valide le alternative da noi proposte: (l’ippodromo di Tor di Quinto e lo Stadio dei Marmi)? Perché nessuno ricorda – senza ovviamente nulla togliere al fascino di Piazza di Siena – il grande risalto mediatico di eventi sportivi (penso ai mondiali di tennis) che ci svolgono al Foro Italico?
Capisco che il Concorso Ippico – che si svolge da quasi un secolo a Piazza di Siena – risveglia ricordi e nostalgie. Ma si trattava, fino agli anni Sessanta, di un evento elegante e pochissimo invasivo, che durava in tutto pochi giorni.
Ormai da molti anni, l’evento si è trasformato in una manifestazione non sopportabile dalla delicata struttura di Piazza di Siena che per due mesi, quelli preziosi della primavera romana – fra montaggio delle attrezzature, concorso e smontaggio – viene inibita, assieme ad una vasta area circostante, alla fruizione dei romani e dei turisti trasformandola in un orrendo suk di bancarelle di cibi e cianfrusaglie. Dunque, è ora di traslocarla!
C’è da dire una dolorosa verità: fin quando “la mano pubblica” (nel nostro caso il Comune, ma perché no la Regione e lo Stato?) lascerà nello stato di degrado attuale la più bella Villa pubblica del mondo, sarà difficile resistere a lungo agli appetiti dei privati. E forse – mi dispiace ammetterlo – potrebbe perfino non essere del tutto giusto.
Dunque, è necessario che non solo le gracili associazioni civiche ma anche e soprattutto le forze politiche di opposizione (indifferenti e silenti di fronte alle nostre denunce) aprano una “vertenza Villa Borghese” con il Comune di Roma, chiamando in causa anche le due Sovrintendenze che vigilano un po’ pigramente su Roma. Una vertenza “tosta”. Noi, ovviamente, ci saremo.
Con tutti i suoi difetti, Ignazio Marino, chiudendo al traffico privato la via dei Fori Imperiali dopo decenni di polemiche, ha dimostrato che “volere e potere”.
P.S. Qualcuno ci accusa di voler conservare sotto una teca di vetro i nostri Beni Culturali e di essere contrari alla loro valorizzazione, che tanto potrebbe giovare alla nostra economia. Per quanto mi riguarda, non a caso sono stato direttore di un consorzio di aziende del Gruppo IRI (Consorzio IRIS) che operava sulla base della legge De Michelis sui c.d. “giacimenti culturali”: una formula scelta dall’allora Ministro del Lavoro con il suo gusto della provocazione, che suscitò scandalo negli ambienti culturali più conservatori ma che non mi impedì di lavorare in piena sintonia con due dei più autorevoli Sovrintendenti dell’epoca, Andrea Emiliani a Bologna e Nicola Spinosa a Napoli. Il progetto principale che si aggiudicò IRIS fu quello per la informatizzazione del Sistema Bibliotecario Nazionale: 60 miliardi di lire di spesa, con cui si sono resi fruibili online i libri di tutte le biblioteche nazionali e si sono formate alcune decine di giovani e qualificati bibliotecari, creando nuovo lavoro intellettuale. Ma “valorizzare” è cosa lecita e opportuna (niente da ridire, ad esempio, sui bei caffé del Conservatorio o della Casa del Cinema), mentre non é lecito “regalare” aree superbe come Piazza di Siena per il profitto di qualche decina di “bancarellari”.
Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena
Chiediamo che, a tempi brevissimi, gli assessori capitolini allo sport e all’ambiente chiariscano ai cittadini come stanno realmente le cose in relazione alla notizia –pubblicata da tutta la stampa romana– di un accordo con il Coni e con la Federazione Sport Equestri (FISE) col quale si affiderebbe ai due enti di gestire Piazza di Siena e il Galoppatoio di Villa Borghese per le gare ippiche che vorranno, con contratti rinnovabili e per ben otto anni nelle intenzioni della Fise, utilizzando la Casina dell’Orologio per "ricevimenti", trasformando anche il Galoppatoio in un impianto sportivo permanente, e rendendo stabili le tribune e gli altri impianti: in pratica, una sostanziale, continuata "privatizzazione" di Piazza di Siena e del Galoppatoio, escludendo dal suo pieno godimento i cittadini romani ai quali lo stato invece la destinò acquistandola nel 1901.
Chiediamo che, al contrario, entro l’estate, si concretizzi l’impegno a trasferire, dal prossimo 2019, il Concorso ippico in altra sede. Da qualche anno – e con una impressionante progressione – il Concorso Ippico di Piazza di Siena si è trasformato in un pretesto per occupare per circa due mesi (fra preparazione, concorso e ripristino della zona) tutta l’area circostante, fino alla cancellata del Giardino del Lago: una marea di bancarelle e di rumorose installazioni che rendono inaccessibile una vasta area di Villa Borghese e ne fanno un indecoroso suk. A questo s’aggiungono i continui danni, irreparabili, alla vegetazione dei giardini storici, e il via vai di mezzi pesanti il cui ingresso è vietato dalle leggi di tutela.
Nel contempo suggeriamo come nuova sede del Concorso stesso lo Stadio dei Marmi, dove si svolge già con successo il prestigioso Concorso ippico internazionale del Longines Global Champions Tour. Una location perfetta perché non necessita di lavori di allestimento, si inserisce nel quadro di un Foro Italico destinato alla pratica di tutti gli sport e dispone di ampi parcheggi. Lo stesso vale per l’ippodromo di Tor di Quinto, prestigiosa sede del cent
ro ippico dei Lancieri di Montebello, ai piedi della Collina Fleming.
Chiediamo che, essendo già la "città storica di Roma" qualificata Sito Unesco Patrimonio dell’Umanità e la stessa Villa Borghese inserita nella apposita Carta Unesco, essa venga tutelata con ben altra attenzione e energia stornando definitivamente la minaccia di una "privatizzazione" come quella contenuta nella convenzione fra Comune, Coni e Fise per Piazza di Siena e per il Galoppatoio, e eliminando per sempre lo sconcio, intollerabile parcheggio di pullman turistici dall’ingresso del Valadier da Piazzale Flaminio verso l’interno. Oltre tutto, la Carta Mondiale di Firenze del 1981 prevede che nei luoghi storici dalla stessa protetti gli eventi possano essere soltanto eccezionali e non invece continui.
Non siamo fra quanti vorrebbero conservare questi beni come in una teca, ma riteniamo che nelle ville storiche siano possibili soltanto attività e strutture discrete, compatibili con l’assetto antico e con la funzione pubblica delle ville medesime, come, ad esempio, la Casa del Cinema e la Ludoteca della Casina di Raffaello. Da ultimo ci chiediamo: ma cosa stanno facendo o si propongono di fare, davanti a tanti stravolgimenti di un bene storico, artistico e paesaggistico di valore planetario quale Villa Borghese, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza statale? Rimanere a guardare?
Vittorio Emiliani, Comitato per la Bellezza
Carlo Troilo Osservatorio Roma
Aderiscono
Valeria Grilli, presidente Fai Lazio
Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra
Licia Vlad Borrelli, archeologa, specialista del restauro
Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf
Dacia Maraini, scrittrice
Valerio Magrelli, poeta, scrittore, docente universitario
Alberto Asor Rosa, saggista, Università La Sapienza
Adriano La Regina, presidente Istituto Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
Vezio De Lucia, urbanista e saggista
Alix Van Buren, presidente Amici di Villa Borghese
Giulia Rodano, già assessore regionale alla cultura
Luigi Manconi, sociologo e scrittore
Antonello Falomi, presidente Associazione ex parlamentari
Paolo Berdini, urbanista e saggista
Massimo Teodori, storico
Gianni Mattioli, fisico, fondatore di Legambiente
Nicola Spinosa, storico dell’arte, già soprintendente Polo Museale di Napoli
Andrea Emiliani, storico dell’arte, accademico dei Lincei
Bruno Toscano, storico dell’arte, professore emerito Roma Tre
Jadra Bentini, presidente Italia Nostra Bologna, già soprintendente
Guido Pollice, presidente Verdi Ambienti Società (VAS) con l’intero esecutivo
Giuseppe Cederna, attore e scrittore
Silvia Danesi Squarzina, storica dell’arte
Luigi Piccioni, storico dei parchi nazionali, Università di Reggio Calabria
Maria Pia Guermandi, archeologa, coordinatrice Emergenza Cultura
Comitato per la Difesa di Villa Borghese
Associazione Amici di Villa Strohl Fern
Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio
Pietro Giovanni Guzzo, Ist. Naz. Archeologia e Arte, accademico dei Lincei
Ruggero Martines, già soprintendente Roma e Puglia
Fausto Zevi, archeologo, docente alla Sapienza
Alberto Benzoni, presidente Roma Nuovo Secolo
Chiara Frugoni, storica dell’arte, medievista
Andrea Manzella, costituzionalista
Francesco Pardi, paesaggista, Università di Firenze
Giorgio Nebbia, pioniere dell’ambientalismo, professore emerito Bari
Paolo Maddalena, vice-pres, emerito Corte Costituzionale
Alberto Abruzzese, sociologo e saggista
Umberto Croppi, Associazione "Una Città"
Mario Morcellini, consigliere Comunicazione della Sapienza, Roma
Giorgio Boscagli, biologo, Gruppo dei 30, già direttore di parchi nazionali
Francesco Mezzatesta, fondatore della Lipu
Carlo Pavolini, già docente archeologia classica
Lorenzo Lavia, attore e regista
Gabriele Simongini, critico, docente all’Accademia di Belle Arti di Roma
Celestino Spada, Economia della Cultura
Vincenzo Scolamiero, pittore, docente Accademia di Belle Arti Roma
Cristiana Mancinelli Scotti, Forum Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio
Massimo Livadiotti, Respiro Verde
Gaia Pallottino, Coordinamento Residenti Città Storica
Annalisa Cipriani, Italia Nostra Roma
Mirella Belvisi, Italia Nostra Roma
Maria Teresa Filieri, storica dell’arte, già direttore Musei Naz. di Lucca
Nicola Scalzini, Italia Nostra
Nathalie Naim, consigliere Municipio I
Giorgio Treves, regista cinema e tv
Renata Rampazzi, pittrice
Mina Welby
Luciano Manuzzi, regista cinema e tv
Andrea Camilli, archeologo, Assotecnici
Stefano Sylos Labini, ricercatore
Paola Paesano direttore Biblioteca Naz. Vallicelliana
Pio Baldi, architetto, già soprintendente Lazio
Bernardino Osio, ambasciatore
Franco Monteleone, storico radio e tv, Roma Tre
Sergio Guidi, presidente Ass. Nazionale Patriarchi della Natura con l’intero esecutivo
Vittorio Roidi, giornalista
Sandra Carini, giornalista
Bruno Manfellotto, giornalista
Paolo Franchi, giornalista
Maria Grazia Cianci, Dipartimento di architettura, Roma Tre
Giancarlo Santalmassi, giornalista
Giorgio Panizzi, Circoli Fratelli Rosselli
Gianandrea Piccioli, consulente editoriale
Guido Melis, storico dell’amministrazione, Sapienza, Roma
Ugo Leone, professore emerito scienze ambientali, Napoli
Carlo Clericetti, giornalista
Maurizio Fiasco, sociologo
Pino Coscetta, giornalista scrittore
Giuseppe Lo Mastro, avvocato
Emilio Drudi, giornalista scrittore
Renato Parascandolo, già responsabile Rai Educational
Montse Manzella
Andrea Costa, Ass. Roma Nuovo Secolo
Stefano Sepe, docente storia dell’Amministrazione
Annarita Bartolomei
Ferdinando Zucconi Fonseca, già presidente di Cassazione
Raffaella Prandi, giornalista
Vittorio Sartogo, Ass. Insieme Roma
Daniele Protti, giornalista
Giuseppe Sfligiotti, dirigente industriale
Dina Nascetti, per il comitato Vivere Trastevere
Paola De Vecchi, per il Comitato Trionfalmente
Pino Galeota, coordinatore Corviale Domani
Giuseppe Morabito, Giustizia e Libertà
Federico Sandrone, urbanista
Domenico Finiguerra, Stop al consumo di suolo
Riccardo Picciafuoco, Salviamo il Paesaggio Marche
Michele Boato, Ecoistituto Veneto
Oreste Magni, Ecoistituto Valle del Ticino
Gabriella Lalìa, pres. Ass. Oltrelasiepe Arcevia
Fiorenza Rossetto,Salviamo Bracciano
Antonio Tomei, Salviamo il Paesaggio Latina
Luigi Scarsi, Stop al consumo di suolo
(26 marzo 2018)
MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.