Un’alleanza per la Costituzione
"Vi do un po’ di federalismo, ma voi votatemi il salvacondotto, mettiamo il bavaglio ai giudici e ai giornalisti, dovete essere la mia ronda padana", più o meno così si deve essere espresso il piccolo Cesare quando ha incontrato Bossi e soci.
Questo è il senso di un patto scellerato che si propone di affossare la Costituzione e di portare a compimento il progetto della loggia P2.
La Lega, un tempo lontano partito della legalità e nemico dei ladroni di regime, gioca la carta della disperazione, spera di ricattare un vecchio satrapo giunto al tramonto e di portare a casa uno straccio di riforma federalista da sbandierare in campagna elettorale.
Naturalmente questo patto della disperazione non produrrà nulla di serio, ma porterà il paese vicino al tracollo istituzionale.
Lo scambio tra diritti e denaro, tanto caro anche ai Marchionne d’Italia, è incompatibile con l’ordinamento democratico, configura un superamento dell’ordinamento democratico, fondato sulla divisione dei poteri.
Non prendiamo neppure in considerazione l’ipotesi che Napolitano possa firmare un decreto sulle intercettazioni, ma il solo fatto che, di fronte ai clamorosi abusi che stanno venendo allo scoperto, si torni a parlare della necessità di imbavagliare i giudici e i cronisti, la dice lunga sull’anima golpista di una parte, sostanziosa, della destra italiana. Non è detto che ci riescano, ma per carità che a nessuno, almeno nel centro sinistra, venga più in mente di rinviare ad altra stagione il momento di federare quanti ancora amano la Costituzione e on vogliono assistere passivamente al rogo simbolico dei principali articoli della carta costituzionale.
Non si tratta di difendere solo e soltanto la libertà e l’autonomia dei giudici, dei giornalisti, degli insegnanti, degli operai di Mirafiori, ma di presidiare le libertà individuali e collettive, di anteporre l’interesse generale ad ogni particolarismo.
Quello che serve è una alleanza per la Costituzione che non ha nulla a che vedere con future formule di governo, ma è indispensabile per fermare la metastasi, per sgomberare il terreno dall’ipotesi golpista e per schiudere la strada ad una competizione elettorale tra due schieramenti alternativi e che vedranno necessariamente gli alleati di oggi su fronti diversi.
Per queste ragioni è indispensabile rafforzare e sostenere tutte le voci che vadano in questa direzione e creare una rete, e non solo virtuale, tra tutte le iniziative già definite o invia di definizione.
Domenica 13 sarà opportuno rispondere all‘appello delle donne, scendere in piazza con loro, rispettare i modi e le forme da loro decise, esserci come individui che si battono per la dignità non solo della donna, ma di ogni persona che non vuole piegarsi "agli usi e agli abusi" del tempo presente.
Il giorno 19 bisognerà essere a Parma dove il popolo viola organizzerà, con la consueta generosità e immensa passione civile, una giornata dedicata all’orgoglio costituzionale. Non a caso si svolgerà a Parma, una delle poche città che impedì ai fascisti di entrare nel borgo storico, respingendoli con tutti i mezzi possibili e necessari a fronteggiare l’assalto delle squadracce.
Sullo sfondo, nel mese di marzo, bisognerà arrivare ad una vera e propria manifestazione tricolore che unisca quanti, da destra a sinistra, dentro e fuori i partiti, dentro e fuori le associazioni, intendano passare dalla fase delle lamentazioni sul destino cinico e baro a quella della azione diretta e intransigente a difesa della legalità repubblicana.
Chiunque fosse interessato ad aderire e a dare una mano troverà tutte le informazioni utili sul sito di articolo 21.
Berlusconi ha annunciato che vuole chiedere i danni allo Stato, noi dobbiamo portare in piazza tutti quelli che i danni li hanno già subiti da lui e ora vogliono che se ne vada, magari passando prima alla cassa per saldare i debiti accumulati.
Giuseppe Giulietti
(11 febbraio 2011)
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