Waterloo Veltroni, il ritorno

MicroMega

Viene in mente la considerazione più banale: ora che il centrodestra è in difficoltà e il dominio indiscusso di Berlusconi è stato incrinato dallo scatto di autonomia sia pure parziale di Fini, perché si deve assistere alla scomposizione incasinata del Partito democratico che mette nei pasticci la consistenza del centrosinistra?

Che le componenti originarie del Pd (comprese quelle emigrate come la micro corrente di Rutelli) avessero enormi responsabilità nella resistibile ascesa del monopolista corruttore si sapeva da tempo e non vale qui ricordarle.
Ma si poteva sperare che l’esperienza avesse ammaestrato. Pare di no. All’incredibile groviglio di cricche e cosche e divisioni politiche esibito dal centrodestra, la forza maggiore del centrosinistra contrappone lo spettacolo di un puntiglioso frazionamento delle sue componenti.
Sul momento spicca il protagonismo di Veltroni che obbliga perfino il mite e affettuoso Staino a usare la più dolente ironia (intervista oggi su Il Fatto Quotidiano).

Nelle feste dell’Unità ho sentito compagni di base ricordare con rammarico gli ultimi capolavori veltroniani: l’indebolimento del governo Prodi, la teoria della vocazione maggioritaria che ci ha ridotto tutti in minoranza. Altri insistevano sugli errori nella selezione delle candidature da lui fortemente volute: Marrazzo che ha dato un robusto contributo alla sconfitta elettorale nel Lazio, Calearo, industriale veneto, che non contento di essere trasmigrato nel canotto di Rutelli si dice disposto al salvare il governo. La (ir)responsabilità va di moda.

Pancho Pardi

(17 settembre 2010)

Condividi Bookmark and Share



MicroMega rimane a disposizione dei titolari di copyright che non fosse riuscita a raggiungere.