Xylella, l’Europa smentisce la Regione Puglia

Antonia Battaglia

Il Direttore Generale di EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha scritto una lettera a Peacelink, nella quale sottolinea che all’EFSA non è mai stato chiesto di produrre un parere scientifico sulla eziologia, quindi sul rapporto di causa-effetto, della malattia del disseccamento rapido degli ulivi che colpisce la Puglia ormai da diversi anni.

L’EFSA, che é stata incaricata di studiare la questione Xylella a partire dal 2013, su richiesta della Commissione Europea, aveva già fornito un primo parere scientifico nel novembre 2013 e un più ampio studio nel gennaio 2015, seguito poi nel marzo 2015 dalla pubblicazione di una lista delle piante che possono ospitare la Xylella fastidiosa.

Nella lettera, il direttore chiarisce «che l’EFSA non ha ricevuto il compito di fornire un parere scientifico sulla eziologia della malattia stessa».

Quindi, non ci sarebbe certezza scientifica sulla causa della malattia degli ulivi, come invece la Regione Puglia ha dichiarato sin dall’inizio. In base alle posizioni della Regione Puglia e del Governo Italiano, che hanno sostenuto presso la Commissione Europea la tesi della patogenicità della Xylella fastidiosa, la stessa Commissione ha adottato la decisione di eradicare la malattia ed evitare il contagio attraverso l’abbattimento di quasi un milione di ulivi.

La lettera sottolinea che, nonostante il fatto che l’EFSA non abbia ricevuto il compito di fornire un parere scientifico, la stessa ha rilevato che gli ulivi che presentavano i sintomi del disseccamento rapido erano in genere colpiti da una serie di agenti infestanti, compresa la Xylella, da diverse specie funghi appartenenti al genere Phaeoacremonium e Phaemoniella e dalla Zeuzera pyrina.

Appare quindi chiaro che gli studi condotti dall’EFSA non hanno mai confermato in alcun modo che la causa della malattia degli ulivi fosse la Xylella fastidiosa, ma che la Xylella era presente insieme ad altri agenti quali i funghi. Funghi che, secondo gli studi portati in Commissione Europea e presso l’EFSA da Peacelink, potevano essere «singolarmente responsabili del disseccamento rapido degli ulivi» (rapporto sull’Audit condotta dalla Commissione Europea 10-14 febbraio 2014).

Nella lettera dell’EFSA a Battaglia, si cita la lettera con la quale la Commissione Europea chiede all’Autorità per la Sicurezza Alimentare un nuovo urgente parere scientifico sulla malattia che colpisce gli uliveti pugliesi.

L’azione di Peacelink e il materiale fornito «hanno rimesso in questione l’intera politica europea di controllo della malattia», che consiste nella distruzione delle piante infette, sulla base del presupposto che non esistano altri trattamenti possibili per eradicare la malattia ed evitare il contagio anche ad altre regioni italiane e ad altri paesi europei.

«Abbiamo ricevuto dalla NGO italiana Peacelink informazioni scientifiche e tecniche secondo le quali la Xylella fastidiosa non é la causa del fenomeno del declino degli ulivi in Italia meridionale ma solo un elemento endogeno presente negli ulivi, che non é attivo o aggressivo a meno che una serie di funghi (…) non infettino le piante e creino le condizioni favorevoli per lo sviluppo della Xyllella fastidiosa. Allo stesso tempo – continua la Commissione nella sua lettera all’EFSA – la NGO italiana sostiene che esistono possibilità di trattamento per questi funghi ».

L’EFSA si é impegnata a fornire il nuovo parere scientifico, sulla base delle informazioni fornite da Peacelink, entro il 17 aprile.

Peacelink ha pertanto chiesto con urgenza al Governo Italiano e/o alla Commissione Europea che si dia immediato mandato all’EFSA per produrre un parere scientifico esaustivo riguardante l’eziologia del complesso di disseccamento rapido (CODIRO) che colpisce gli ulivi nel Salento.

È necessario tenere conto di tutti i diversi fattori che intervengono nella malattia, per poter individuare con certezza i trattamenti efficaci per la cura delle piante, tenendo in primaria considerazione quei metodi già sperimentati con successo da Ivano Gioffreda, attivista agro-ambientale portavoce dell’Associazione Spazi Popolari, che hanno consentito di portare a guarigione più di 500 ulivi.

Ancora una volta, le Istituzioni regionali e nazionali hanno brillato e brillano per la loro latitanza rispetto ai bisogni e agli interessi genuini della popolazione.

(2 aprile 2015)



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