Amnistia, mai per la corruzione. Il Pd non sia complice
Paolo Flores d’Arcais
, da Il Fatto quotidiano, 10 ottobre 2013
Le condizioni delle carceri italiane sono disumane, questo giornale lo scrive fin dal primo numero e su questo drammatico tema (esattamente come sui morti per pestaggi da parte delle forze dell’ordine) ha sempre rifiutato il “troncare, sopire” che troppo spesso è l’arma d’ordinanza delle testate d’establishment.
Ma se davvero il mondo politico e quello giornalistico fossero preoccupati per il sovraffollamento nelle celle, come l’unanime salmodiante peana al messaggio presidenziale vorrebbe far credere, avrebbero proposto per tempo e da tempo l’abrogazione di due leggi (Bossi-Fini sull’immigrazione e Fini-Giovanardi sulle droghe) e la popolazione carceraria sarebbe da anni neanche la metà dell’attuale.
Queste semplici misure, però, i “garantisti” a corrente alternata, angosciati per la galera/tortura solo quando minaccia “lor signori” e altri colletti bianchi ma insensibili peggio di Shylock finché dietro le sbarre ci finisce il poveraccio che ruba due mele, le hanno sempre stigmatizzate e rifiutate.
Siamo invece noi “giustizialisti” e “manettari” a riproporre – vox clamans in deserto – questi provvedimenti strutturali che i finti garantisti continuano a rimuovere dal loro orizzonte, preferendo insistere sulle virtù taumaturgiche di amnistie e indulti, che già più volte hanno dimostrato il loro carattere fallimentare (dopo qualche mese le carceri sono di nuovo un carnaio invivibile).
Cecità o ipocrisia? Perché il Pd, che col suo primo ministro Letta dichiara che il ventennio è finito, non mette immediatamente all’ordine del giorno l’abrogazione della Bossi-Fini, della Fini-Giovanardi, della ex-Cirielli sulla recidiva, che avrebbero effetti permanenti, e l’amnistia solo per questi reati, con il che l’effetto di svuotamento delle patrie galere sarebbe anche immediato? A questo punto le condanne dell’Europa non avrebbero più materia e i moniti presidenziali non avrebbero più ragione.
Perché il Pd non aggiunge che non ci sarà mai amnistia, ma anzi guerra senza quartiere, per reati come peculato, corruzione, concussione, abuso d’ufficio, per i quali in galera non c’è quasi nessuno?
Altrimenti il sospetto che tutto questo improvviso e corale afflato umanitario sia un’operazione “sepolcri imbiancati” che mira a salvare i corrotti dell’intreccio politico affaristico e i frodatori del fisco (due categorie che da sole ci derubano di oltre duecento miliardi all’anno, con cui si stroncherebbe il debito nazionale e si rilancerebbero welfare e consumi a livello “bengodi”), non diventa giustificato: diventa doveroso.
(10 ottobre 2013)
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