“Berlusconi ineleggibile”, l’adesione di Furio Colombo
Aderisco a questa campagna perché fin dall’inizio l’ho sostenuta: io, Flores d’Arcais, Padellaro, Sylos Labini, Tabucchi e molti altri da anni chiediamo che venga attuata la legge per rendere ineleggibile Berlusconi.
Eravamo guardati con sospetto allora, come un gruppo di disturbatori interessati a mettere i bastoni fra le ruote al normale svolgimento della dialettica politica e degli equilibri elettorali. Venivamo accusati di non considerare il consenso ottenuto alle urne da Berlusconi, ci veniva detto che offendevamo i suoi elettori.
Al contrario, proprio il fatto di aver chiesto con determinazione e passione l’applicazione di quella legge ha reso possibile una serie di catastrofi che si sono abbattute sul nostro Paese. Se pensiamo a dove siamo arrivati dopo anni di berlusconismo dobbiamo essere consapevoli che il tutto risale innanzitutto alla sbadataggine, o sostanziale complicità, con cui fin dall’inizio si è voluta ignorare l’applicazione di una legge che avrebbe immediatamente fermato il Cavaliere.
Oggi qualcuno potrebbe affermare che sia troppo tardi per dichiararlo ineleggibile: per me non è mai troppo tardi se si pensa che alcuni reati non vanno mai in prescrizione. Non cade in prescrizione l’ineleggibilità di Berlusconi, che deve essere sancita e valere d’ora in poi per tutti i casi analoghi.
Va applicata adesso anche per affermare quale crimine sia stato l’aver fatto finta di niente.
Furio Colombo
(4 marzo 2013)
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