Lo stupore del “Corriere” per la coerenza di MicroMega
Paolo Flores d’Arcais
Antonio Carioti sul Corriere della Sera ha recensito con positivo stupore e anzi alla difesa della scienza contro le infinite forme di superstizione che purtroppo allignano anche a sinistra. Degli elogi che rivolge al numero lo ringraziamo. Stupisce però il suo stupore. Quello che Cairoti giudica l’estremismo politico di MicroMega e del suo direttore è infatti perfettamente coerente con la scelta di difendere la scienza (il prossimo anno, trentesimo dalla nascita della rivista, sarà interamente all’insegna dello slogan "per una sinistra illuminista" quale logico sviluppo del sottotitolo con cui la rivista nacque, "le ragioni della sinistra").
Nel sessantotto, che per Carioti non dubito rappresenti l’incubatore e l’acme dell’estremismo politico e io continuo invece a considerare il momento di più grande vitalità democratica del dopoguerra, sostenevo sulla scienza la stessa identica posizione articolata ora nel nuovo numero di MicroMega: la neutralità/validità della scienza rispetto ai diversi regimi politici e rispettive ideologie. Allora mi scontravo con posizione ideologiche che sostenevano l’opposto, cioè la non – neutralità della scienza, il suo carattere "capitalistico" e di establishment. Tali posizioni, come è noto, hanno finito per prevalere nella sinistra "movimentista" che tanto spiace a Carioti.
È curioso e significativo che Carioti ora le faccia proprie, chiaramente senza neppure accorgersene: ritiene infatti che la "mentalità antiscientifica rappresenta il logico corrispettivo" della "visione manichea e semplificatrice dell’antipolitica, che coltiva la retorica anticasta, disprezza ogni forma di mediazione, aspira a cancellare i partiti dalla faccia della terra". Il che viene a dire che invece la scienza farebbe corpo unico con la politica dell’establishment partitocratico che è nel cuore di Cairoti, proprio come sosteneva l’ideologia antiscientifica del "movimentismo" con cui da ormai mezzo secolo mi scontro (in quanto movimentista illuminista non pentito, né del movimentismo né dell’illuminismo).
Quanto al fatto che la sinistra eretica e movimentista che è la mia "pretende(rebbe) di governare l’economia ignorando ogni forma di compatibilità finanziaria": al carattere scientifico dell’economia liberista credono ormai solo i suoi apologeti, mentre non vi credono più affatto nemmeno i suoi profittatori e croupier. Schäuble e Krugman sono entrambi economisti e propongono ricette opposte, a dimostrazione di quanto l’economia NON sia una scienza. Il realismo politico è semmai sempre più dalla parte di quanti (non tutti, ovviamente) lottano per soluzioni alternative al baratro di crisi e mostruose diseguaglianze cui tatcherismi blairismi e altri merkelismi hanno condannato il Vecchio continente.
(27 luglio 2015)
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