Michele Serra vuole più bene a Renzi che a MicroMega. Ce ne faremo una ragione

Michele Serra

L’amaca , da Repubblica, 16 dicembre 2015

Chi ha fortemente desiderato, per lunghi anni, la sconfitta di Berlusconi, oggi dovrebbe desiderare, per coerenza, quella di Renzi. Questa, in sintesi, la sostanza polemica di alcune prese di posizione di questi giorni. La più esplicita è : «O chiedi le dimissioni di Renzi o sei suo complice».
A parte l’uso della parola “complice”, che rivela un approccio immeritatamente dostoevskiano alle cose della politica, il problema è che secondo molte persone (mi ci metto in mezzo) non c’è continuità politica tra Berlusconi e Renzi, se non in alcuni aspetti comunicativi certamente rilevanti (l’ottimismo un po’ facilone) ma non tali da giustificare un’identità politica. Per giunta uno dei pochi meriti accertati del secondo è avere finalmente messo in secondo piano il primo, per anni attaccato con appassionata foga da una sinistra politica e giornalistica (mi ci metto in mezzo) del tutto incapace di sconfiggerlo.
Se dunque uno ritiene non coincidenti i due bersagli (Berlusconi e Renzi) ecco che diventa del tutto spiegabile il suo essere stato antiberlusconiano e non essere antirenziano, o comunque non esserlo alla stessa maniera, nella stessa misura, con le stesse motivazioni. In ogni modo, e al netto delle tante opinioni in campo e delle idee confuse (mi ci metto in mezzo), il patentino di “vero oppositore”, in sé e per sé, lascia il tempo che trova. È una postura da assumere in pubblico, nei casi peggiori un vezzo. Non dostoevskiano.

L’amaca di Michele Serra e una certa idea di sinistra



Formidabile Michele Serra. Sdraiato nella sua amaca attacca la rivista MicroMega per lesa maestà: ha osato invocare le dimissioni di Renzi; di più: dire che “chi non le chiede acconsente.” Tra Berlusconi e il premier non c’è continuità, dice; ergo del primo si potevano chiedere le dimissioni invocando il consenso dei progressisti, il secondo va protetto perché è riuscito a sconfiggere il Caimano. In poche righe, Serra, attacca e occulta. Mentre “dimentica” il patto del Nazzareno – e un programma gradito a Confindustria – ironizza sul “patentino di ‘vero oppositore’”.
Il giochino può essere ribaltato: sempre più sdraiato (comodamente posizionato) nella sua amaca, egli aspira – come non vederlo? – al patentino di opinionista neutrale, ma la neutralità scolora poiché, guarda caso, finisce per difendere, sempre, il Segretario. Insomma: MicroMega che s’oppone all’uomo solo al comando e ne invoca le dimissioni, è regressiva; L’amaca che difende il segretario-Premier e gli attacchi ai giornali è – ci mancherebbe! – progressista. Potenza dell’ermeneutica. La verità è che a stare sdraiati c’è il rischio d’addormentarsi. La rivoluzione russa, ma anche il riformismo democratico non è tanto sveglio.

(17 dicembre 2015)



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