Renzo Rosso: “In Liguria la speranza si chiama M5S”

Renzo Rosso

, (docente universitario, opinionista e blogger)

Questo è un contributo «controcorrente, distante dall’establishment e dalla politica» come ha scritto di me l’edizione genovese di un giornale nazionale che non leggo più da tempo. Per una politica migliore, meno lontana da quella che voleva Platone: «scienza, armonia, governo di sé». Da genovese e da «foresto» assieme credo che solo un cambiamento radicale, assieme a un pensiero positivo, possa donare una speranza di futuro a una Terra che muore. E in Liguria la speranza si chiama Movimento 5 Stelle, con Alice Salvatore presidente e una lista di persone oneste, entusiaste e consapevoli di dover ricostruire senza guardarsi troppo indietro.

I problemi di questa Terra che muore perché invecchia e invecchia perché muore, vanno oltre l’elenco minuto di disfunzioni e carenze di servizi pubblici e infrastrutture, oltre la timida iniziativa privata, oltre la scelta costante del ‘tappullo’ da parte della mano pubblica. Un’agenda innovativa può nascere solo dalla coscienza che i limiti della crescita sono vicini e la società deve saper interpretare il nuovo scenario. E può emergere solo dalle due maggiori vivacità di questa Terra: la cultura che sopravvive a tempi sfavorevoli, da un lato, e l’associazionismo dall’altro, espressione del senso di comunità vivo da secoli che si oppone alla frammentazione dei destini tipica del nuovo millennio.

Il Movimento 5 Stelle, al di là di qualche scivolata nell’Arcadia e di un approccio ingenuo al rapporto tra pubblico e privato, è l’unico soggetto politico in grado di interpretare il nuovo scenario. La negazione di questa capacità da parte di uno schieramento più ampio, critico delle attuali politiche regionali ma frammentato in sfaccettature insondabili, spiega che le superstizioni ideologiche sono dure a morire.

Sono perciò convinto che il Movimento 5 Stelle saprà declinare le 5 questioni chiave su cui costruire un’agenda strategica per la Liguria sull’orizzonte del 2020, il traguardo che si pone l’Europa con suoi programmi: (1) governare la mutazione genetica della Regione, (2) sviluppare un’economia sostenibile, (3) ricomporre l’ambiente naturale e costruito, (4) rifondare il rapporto tra pubblico e privato e (5) accettare a viso aperto la sfida del web.

E se Giorgio Napolitano entrò in Parlamento a 28 anni, se Angelo Carossino (primo governatore della Liguria) fu eletto sindaco di Savona a 29, Matteo Renzi diventò presidente della Provincia di Firenze a 29, non vedo perché Alice, che tra i candidati favoriti per il governatorato ligure ha senza dubbio la migliore istruzione e la migliore preparazione culturale, non possa far più che bene. Anzi sono sicuro che farà meglio di chiunque altro.

(29 maggio 2015)



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