Scandalo Lazio, Miccoli: “Pd faccia autocritica, con Zingaretti volti nuovi e codice etico”
Giacomo Russo Spena
“Rappresento i circoli, in questo momento svolgono l’importante funzione di voler battere le destre e incarnano quella giusta voglia di riscatto. E’ necessario inserire un codice etico e di comportamento nel partito”. Marco Miccoli, segretario romano del Pd, non fa un passo indietro: “Assurdo dare dei forcaioli ai nostri militanti”. Ce l’ha con l’ex capogruppo dei democratici in Regione Lazio, Esterino Montino, il quale ha puntato il dito contro i circoli, rei di reclamare piazza pulita per gli esponenti in Consiglio.
Oggi la candidatura alla Regione di Zingaretti. Non era meglio preservarlo per Roma per battere Alemanno?
C’è stato un evento straordinario e grave di mezzo. Bisogna urgentemente ridare dignità ad un ente che è stato saccheggiato e deturpato dal centrodestra. In quest’ottica Zingaretti alla Regione è un’ottima notizia, ha il compito e le capacità di rivoluzionare tutto.
Lo scandalo ha travolto il centrodestra e la Polverini, Fiorito è ora in carcere ma il Pd da un certo punto di vista è stato complice votando in presidenza di Consiglio l’aumento dei fondi ai partiti. Fate autocritica?
Dobbiamo distinguere tra responsabilità penale e quella politica. I magistrati stanno indagando solo da una parte, a destra, perché noi non abbiamo personaggi come “Batman” e dal punto di vista giudiziario siamo puliti. Altro è l’aspetto politico dove hanno colpe, in primis, Polverini e la sua maggioranza ma anche noi lì dobbiamo fare feroce autocritica. In un momento in cui si è costretti a tagliare su scuola, sanità e servizi pubblici non mi sembra cosa consona approvare l’ampliamento dei fondi ai partiti. Anche se poi vengono spesi per iniziative pubbliche, senza nessun illecito. Non era opportuno dal punto di vista etico e, più in generale, c’è stata una sottovalutazione di quel che stava avvenendo in Consiglio.
E adesso si “rottama” tutto per dirla alla Renzi?
Non amo il termine rottamazione, qui la discussione interna al Pd è politica e dobbiamo capire dai nostri errori per andare avanti. Il tema vero non è se quei nostri consiglieri si debbano o meno ricandidare – in tal senso lo stesso Montino e altri hanno detto di voler fare un passo indietro – ma riformulare il principio di rappresentanza degli eletti. Chi raggiunge le istituzioni deve sempre, per tutto il mandato, rimanere in relazione col partito e suoi iscritti. Rispondere alla base del Pd, ai volontari dei banchetti, ai militanti delle feste. Le preferenze si ottengono grazie al simbolo del partito che ti candida e questo principio non va mai dimenticato. I gruppi consiliari non possono godere di propria autonomia: il confronto con i dipartimenti del partito o con gli elettori devono rimanere una costante.
Quindi Zingaretti porterà aria pulita e volti nuovi?
Certo, si va a rifondare tutto: riduzione di stipendio e numero dei consiglieri, annullamento dei benefit e nel Pd un nuovo codice di comportamento. Zingaretti è l’uomo giusto perché anche in Provincia ha fatto della collegialità e del dialogo partito-base un punto di forza. E’ una scommessa. La vinceremo ripartendo dalla voglia di rinnovamento della base Pd.
(4 ottobre 2012)
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