Quirinale, pagina nuova o vecchio inciucio? Barca, Bersani, Casaleggio, Grillo, Renzi, Vendola: dipende da voi – Lettera ai parlamentari Pd, M5S, Sel
Paolo Flores d’Arcais
e Barbara Spinelli
Cari parlamentari del Pd, M5S e Sel, e cari Barca, Casaleggio, Grillo, Renzi e Vendola (vi aggiungiamo perché non contate certo meno dei parlamentari), tra di voi non è possibile nessuna alleanza di schieramento, che del resto costituirebbe un tradimento del mandato di noi elettori. Ma tutti, anche se con accenti diversi, avete sempre sottolineato la necessità di convergenze sulle decisioni concrete, quando condivise nel merito. Vale per le leggi e vale, immaginiamo, anche per la Presidenza della Repubblica. Vale anzi a maggior ragione, perché una legge di cui ci si pente la si può cambiare pochi mesi dopo, un Presidente dura sette anni, e quello che eleggerete tra poco più di una settimana avrà una influenza decisiva per almeno due legislature.
Vogliamo sperare che fra voi non ci siano fautori di un Presidente di Inciucio (parola orribile che rende però perfettamente l’indecenza della cosa stessa), che prolungherebbe il quasi ventennio dell’egemonia Berlusconiana e di un conflitto di interessi osceno, che nessun’altra democrazia d’Occidente tollererebbe e avrebbe tollerato. Ci domandiamo perciò che cosa potrebbe sconsigliarvi dal votare una personalità di adamantina fedeltà alla Costituzione repubblicana e ai suoi valori fondanti di giustizia e libertà dello spessore di Gustavo Zagrebelsky o di Stefano Rodotà (o di altri per i quali individuerete analoghe caratteristiche).
Eppure, la cosa attualmente più probabile è che, pur avendo voi largamente i numeri per portare al Quirinale un cittadino che contribuisca ad archiviare il quasi ventennio delle macerie e a voltare pagina per ricostruire l’Italia, venga eletto invece un Presidente di nomenklatura e di partitocrazia, in continuità con il famigerato quasi ventennio.
Una prospettiva che riempie di incredulità, di sgomento, di rabbia. Avete i numeri per imprimere al nostro paese un inedito scatto di civiltà politica, che restituisca alla parola “politica” il senso di un servizio ai cittadini anziché di una morta gora di greppie affaristiche, di grassazioni, di sprechi, di crescenti e abnormi privilegi e diseguaglianze. Possibile che possiate ascoltare le sirene di calcoli di bottega, di un piccolo cabotaggio che mette gli interessi autoreferenziali al di sopra dell’avvio di una autentica “rivoluzione” morale, assolutamente improcrastinabile e ora a portata di mano?
Il M5S ha deciso di scegliere il proprio candidato con una consultazione on line, a cui potranno partecipare poche migliaia di militanti certificati. E’ giusto che solo uno su mille dei cittadini che vi hanno votato abbia voce in capitolo (questa è la proporzione)? Non sarebbe più logico e più equo che vi assumeste la responsabilità di formare voi stessi una rosa di nomi di persone con le caratteristiche repubblicane dei Zagrebelsky e dei Rodotà, senza vincolare voi stessi ad un unico nome, che magari finirebbe “bruciato” dopo qualche votazione, mentre altri potrebbero farcela? A noi sembra che la procedura che avete scelto rischi di realizzare “accidia politica” anziché azione politica, che voi stessi volete rivoluzionaria.
Il Pd continua in una angosciante (per non cittadini) ambiguità, parlando di larghe intese anziché delle caratteristiche irrinunciabili che dovrebbe avere il nuovo Capo dello Stato perché l’Italia volti pagina. Fatelo subito, questo “identikit”, e che non lasci dubbi sulla vostra volontà di corrispondere alle attese del vostro stesso elettorato, che vi inseguirà coi forconi (e vi toglierà milioni di voti) se avendo la possibilità di eleggere persone di intransigente caratura repubblicana e di comprovata adesione ai principi di giustizia e libertà, preferirete l’ennesimo replicante delle nomenklature di partito.
Per favore, parlamentari del Pd, M5S, Sel, Barca, Casaleggio, Grillo, Renzi e Vendola: avete nelle vostre mani le perle di una grande svolta, non gettatele ai porci.
(9 aprile 2013)
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